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Amianto, vertici Pirelli rinviati a giudizio

Undici ex dirigenti della Pirelli rinviati a giudizio per la morte di ventiquattro operai a causa dell’esposizione all’amianto utilizzato nei processi di lavorazione negli anni ‘70 e ‘80. L’accusa è di omicidio colposo aggravato e lesioni colpose gravi. I ventiquattro lavoratori sono tutti morti per mesotelioma pleurico o altre forme tumorali causate da esposizioni «massicce e ripetute» all’amianto dovute alla mancanza, negli stabilimenti di viale Sarca e via Ripamonti a Milano, di sistemi di protezione.

La Pirelli ribatte che non ha mai utilizzato l’amianto nella produzione degli pneumatici e sottolinea che «all’epoca, l’uso dell’amianto negli edifici era pratica comune nelle tecniche di costruzione».
Soddisfatti i parenti delle vittime. «Dopo tanti anni abbiamo raggiunto un primo risultato, ma siamo consapevoli di essere solo all’inizio» dice Giusy Marciano, avvocato di parte civile ma anche figlia di uno degli operai morti di tumore. Il processo si aprirà il prossimo 19 dicembre davanti alla sesta sezione penale.

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