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Amianto, un killer silenzioso

Non c’è tempo in cui non si senta parlare della morte di qualcuno a causa dell’esposizione all’amianto. Tutti ne parlano, in pochi sanno realmente cos’è l’amianto e quali siano gli altri minerali che la legislazione internazionale e italiana ha classificato come “amianti”.

L’Asbesto (dal greco asbestos, inestinguibile), comunemente conosciuto col nome di amianto (dal greco amiantos, incorruttibile), è un silicato fibroso che deriva dalla trasformazione metamorfica del serpentino. Il suo nome commerciale è l’acronimo di Asbestos Mines of South Africa; della sua stessa serie mineralogica fanno parte il crisotilo o amianto bianco, l’amosite o amianto bruno, crocidolite o amianto blu, i più diffusi grunerite e il cummingtonite e, infine la tremolite, l’antoffilite e l’actinolite.

fibre di amianto al microscopio

Grazie alla sua facile e abbondante reperibilità e per il basso costo è da sempre noto per la sua elevata resistenza al calore, per la termodispersione e la fonoassorbenza, ma è stato dichiarato cancerogeno ed estremamente pericoloso per la salute umana perché, sottoposto a sollecitazioni, può scomporsi e rilasciare fibrille.

copertura di civile abitazione con pannelli di Eternit

Per le sue caratteristiche di flessibilità e resistenza alla tensione (è stato mescolato ad altri materiali in oltre 3 mila diversi prodotti), l’amianto ha trovato utilizzo anche per il confezionamento di indumenti e divise, tessuti destinati ad essere a contatto con il fuoco o con tutto ciò potesse generare o essere a contatto con alte temperature come per esempio le tute dei vigili del fuoco. Fino agli anni ’80 è stato utilizzato per produrre elementi d’arredo e, mescolato al cemento, materiali per l’edilizia, tegole, tettoie (note come Eternit), tubazioni, pavimenti, canne fumarie e per la coibentazione di navi, auto e treni, per la fabbricazione di speciali corde e materiali di imballaggio in plastica e cartone. Del mortale materiale non è stato scartato mai nulla, tanto che la sua polvere era utilizzata anche nel processo di filtrazione del vino.

Nel 1943 fu la Germania Nazista a riconoscere la natura cancerogena dell’amianto realizzando uno studio pionieristico del rapporto causa-effetto tra amianto e tumori. Infatti le fibrille, che hanno un diametro 1300 volte più sottile di un capello, se respirate provocano l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e bronchiale, il carcinoma polmonare. In Italia l’amianto e il suo impiego è stato vietato nel 1992 con la Legge 257 che ha stabilito i termini e le procedure per la dismissione. La stessa ha stabilito altresì le linee guida per l’indennizzo economico spettante ai lavoratori che nel corso degli anni sono stati esposti all’amianto, che si riflette sui benefici contributivi rivalutati del 50 % ai fini pensionistici, purché l’esposizione si sia protratta per un periodo superiore a 10 anni.

operai esposti alle polveri di amianto, a causa di un'azione di bonifica

Secondo alcuni studi riconducibili a molte università italiane e straniere il picco massimo di mortalità deve ancora arrivare ed è atteso tra quest’anno e il 2015, perché il periodo di latenza del tumore varia a partire dalla prima esposizione, da 25 a 50 anni. Ad essere colpiti in Italia sono stati e continuano ad essere i lavoratori impiegati nel settore della navalmeccanica, con Genova e Trieste tra le province in cui il mesotelioma ha colpito e colpisce anche le mogli che lavavano gli indumenti di lavoro delle persone esposte.

In Italia si registrano annualmente più di mille casi di mesotelioma con un’incidenza venti volte superiore a quella attesa e cioè di un caso su un milione di abitanti. In pratica l’Italia è il paese europeo più colpito con una incidenza maggiore in Friuli Venezia Giulia.

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