Amianto, Taranto la città più colpita di Puglia

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Taranto , crescono i casi di malattie asbestocorrelate

La denuncia di Osservatorio Nazionale Amianto e Unione Sindacale di base sulla situazione rischio amianto in Puglia: registrati circa 6.000 decessi

 

E’ Taranto il nuovo centro dell’emergenza amianto in Puglia. Lo dicono i dati presentati giorni fa nella città dei due mari dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Unione Sindacale di Base, da anni impegnati nella tutela dell’ambiente e della salute

 Ezio Bonanni, Presidente ONA, Francesco Rizzo, Segreteria Nazionale USB, Mario Soggia (Legale USB Taranto), hanno presentato i dati delle rilevazioni epidemiologiche della città di Taranto e tutta la Puglia con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione del rischio amianto in Puglia e di rimarcare la necessità della prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Il dato più preoccupante è la ripresa galoppante a Taranto dell’emergenza amianto, che si aggiunge all’emergenza-veleni: un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

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Taranto, aumentano i casi di mesotelioma

L’ultimo Rapporto del Registro nazionale mesoteliomi – ReNaM, risalente al 2018, registra in Puglia 1.191casi di mesotelioma tra il 1993 e il 2015, pari al 4,4% di quelli registrati nel Paese. Nel 67,2% dei casi il mesotelioma è stato causato da esposizione all’amianto di tipo professionale.

Ma Bonanni corregge al rialzo i dati riportando quelli dell’ONA aggiornati fino a tutto il 2021: i casi registrati sono quasi 1600, con un indice di mortalità pari al 93% entro in cinque anni, di cui il 90% entro il primo anno dalla diagnosi. “In Puglia sono stati registrati 3.200 casi di cancro del polmone, e di questi, almeno 2.800 decessi, che sommati a quelli dovuti alle altre patologie asbesto correlate arriva ad un tetto di circa 6.000 decessi registrati in tutta la Puglia – spiega Bonanni – dei quali 1.020 (periodo dal 1993 al 2021) provengono dai quartieri di Taranto Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo, il 68% diagnosticati in individui di sesso maschile, e il restante 32% in quelli di sesso femminile”.

“Solo all’interno dello stabilimento siderurgico si contano ancora ben 4.000 tonnellate di amianto della sostanza, molto pericolosa per la salute – aggiunge Franco Rizzo –. Altrettanto preoccupante la situazione all’interno dell’Arsenale. Da qui la nostra esigenza di riportare sui tavoli l’urgente questione e soprattutto di richiamare l’attenzione della politica”.

Bonanni: “Necessaria la prevenzione primaria”

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Ezio Bonanni (presidente ONA): “Fino a quando si continueranno ad applicare norme in deroga e a far rimanere solo sulla carta le leggi dello Stato, questi problemi non saranno affrontati efficacemente, né risolti”

“È necessario un diverso approccio da parte delle istituzioni – continua il presidente ONA -. Questi problemi non possono essere risolti solo con le azioni giudiziarie repressive di reati. È indispensabile mettere in pratica il concetto di prevenzione primaria che, attraverso la bonifica, restituisca dignità ai territori sfregiati da una cultura che ha privilegiato il profitto alla vita umana. Ma fino a quando si continueranno ad applicare norme in deroga e a far rimanere solo sulla carta le leggi dello Stato, questi problemi non saranno affrontati efficacemente, né risolti”.

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Un concetto, questo, ripreso dall’avvocato Emanuela Sborgia, durante il convegno  “Danno da amianto. Tutela preventiva”, che ha fatto il punto sulle principali inchieste giudiziarie in corso nelle Procure pugliesi riguardanti Ilva, Marina Militare, Fibronit e Fibronit di Bari. “Le molteplici difficoltà che si incontrano in ambito penale ci inducono spesso ad intraprendere la strada delle azioni civili, ma anche in questo settore giudiziario non mancano le difficoltà”, ha detto l’avvocato Sborgia.

La mappatura dell’amianto e lo sportello online di assistenza

L’ONA sta eseguendo la mappatura dei luoghi a rischio attraverso l’APP Amianto, che è lo strumento tecnico con il quale ogni singolo cittadino può segnalare i siti contaminati, e allo stesso tempo, consultarne l’evoluzione e/o evitare di essere esposti. Svolge inoltre attività di informazione su queste tematiche attraverso le due testate giornalistiche: Il Giornale Sull’AmiantoIl Giornale Dell’Ambiente. L’associazione assiste i cittadini esposti e vittime da amianto e altri agenti cancerogeni, con il servizio dello sportello online che fornisce assistenza gratuita sia tecnica, che medica, che legale.

 

 

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