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Amianto: sentenza favorevole a tecnico aeromobili

Il Tribunale di Roma ha condannato l’INPS a rivalutare la s posizione contributiva di un tecnico aeronautico esposto all’amianto, assistito dall’avv. Ezio Bonanni, a partire dal primo luglio 1974 al 31 dicembre 2000, in base all’art. 13, comma 8, della legge 257/92.

La sentenza favorevole al lavoratore – “che ha svolto le proprie mansioni quale addetto alla manutenzione di aeromobili sia all’interno di hangar sia all’esterno sulle piazzole di stazionamento” – è stata emessa grazie alla testimonianza di un teste di parte ricorrente e sulla base di accertamenti tecnici precedenti – “i consulenti hanno sempre concordemente concluso nel senso che, per tali lavoratori, deve ritenersi sussistente l’esposizione a fibre di amianto in misura superiore a cento fibre/litro” -, sul presupposto che “il giudice può utilizzare, in mancanza di qualsiasi divieto e in virtù del principio dell’unità della giurisdizione, anche prove raccolte in un diverso giudizio fra le stesse o anche altre parti (Cass. civ., Sez. III, 06.04.2006, n. 8096; Cass. civ., Sez. I, 16.01.2009, n. 1039), può affermarsi che il ricorrente sia stato esposto, in considerazione delle mansioni svolte, ad amianto in quantità rilevante secondo il criterio sopra indicato” e anche alla luce dell’assenza di contestazione da parte dell’INPS  e di tutti gli accertamenti ormai passati in giudicato.

“Si tratta di una sentenza molto importante – dichiara l’avvocato Bonanni -, poiché riconosce l’esposizione qualificata a polveri e fibre di amianto fino al 31 dicembre 2000, che avvalora tutte le precedenti sentenze e preclude sostanzialmente ogni possibilità all’INPS di contestare l’esposizione qualificata nel settore aeronautico”.

L’ONA, fa sapere il presidente Ezio Bonanni, si rende disponibile ad assistere tutti i dipendenti del settore aeronautico esposti all’amianto, che possono quindi accedere al prepensionamento.

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2 Comments

  • Michele ha detto:

    Purtroppo, anche con svariate sentenze favorevoli, compresa la mia, ogni giudice giudica a modo suo e in base ai suoi criteri, e quindi, paradossalmente, può capitare che due operai che hanno lavorato assieme nello stesso ambiente, ricevano giudizi diversi e quindi a uno vengano riconosciuti i benefici e all’altro, giudicato da altro giudice invece no. Nella azienda dove ho lavorato per quasi 30 anni, avviene proprio così. Solo che la percentuale è 20% riconoscimento avuto e 80% invece no. Perché per qualche giudice, hai respirato abbastanza amianto e per tanti altri invece no.

  • EMILIO ha detto:

    Peccato che questa sentenza(grazie a questo studio legale) è arrivata solo dopo altre 136…..che già hanno dato i frutti sperati!! NON credo che vincere UNA SOLA Vertenza dopo…. tante andate come sono andare, possa essere un punto d’orgoglio per un GRANDE STUDIO LEGALE…….o mi sbaglio??!!!

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