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Amianto: processo Marina Militare bis, accolte le richieste di parte civile

Richiesto il rinvio a giudizio per quattordici alti ufficiali della Marina Militare, per non aver informato il personale a bordo del naviglio del pericolo rappresentato dall’amianto. È durata cinque ore l’udienza preliminare del processo “Marina Militare bis” davanti al GUP del tribunale di Padova Cristina Cavagion, che vede indagati capi di stato maggiore, direttori generali di sanità militare, ispettori di sanità, comandanti in capo della squadra navale e direttori generali degli armamenti navali.

Secondo l’accusa, rappresentata dal PM Sergio Dini, tra gli anni Ottanta e Novanta, gli imputati erano a conoscenza del pericolo per la salute del personale a bordo delle navi della Marina, sulle quali era presente l’amianto ma “omettevano di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare – è scritto nel fascicolo della procura – dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all’interno delle navi militari che degli altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltreché di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (guanti, tute e coperte ignifughe)”.

Al processo sono state ammesse le costituzioni parte civile delle vittime decedute e non. L’avvocato Ezio Bonanni ha chiesto anche l’autorizzazione – concessa dal tribunale – alla citazione del ministero della Difesa come responsabile civile per i danni da reato, subiti dai famigliari e dalle vittime.

La causa è stata rinviata al12 giugno prossimo, il ministero della Difesa sarà rappresentato dai legali dell’Avvocatura dello Stato.

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