Amianto nelle scuole, M5S: il rischio è alto

 Quattrocentomila persone in Italia rischiano di ammalarsi di tumore al polmone a scuola. Un convegno dei Cinquestelle e un documentario denunciano rischi e ritardi del piano di bonifica dall’amianto nelle scuole

L’ amianto nelle scuole è una realtà. Sono infatti  350mila gli studenti e 50mila fra docenti, bidelli e impiegati, che studiano e lavorano nelle 2.400 scuole italiane costruite usando anche questo materiale. Questo accade malgrado siano passati 25 anni dall’approvazione della legge 257 del ’92, che mise al bando questo materiale.

L’Asl ordinò dal 1997 l’abbattimento dell’Iti “Da Vinci” di Firenze (nella foto) per la conclamata presenza di amianto, ma nulla è stato fatto

Un bilancio anche sulla situazione nelle scuole italiane è stato fatto durante il convegno “Amianto, Stato dell’arte a 25 anni dalla legge 257/92”  organizzato alla camera dei deputati dal Movimento 5 Stelle con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute e Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

Amianto nelle sculle, situazione allarmante

Ancora una volta i dati sono più che allarmanti: 1800 casi di mesotelioma (patologia che porta al decesso nel 93% dei casi entro 5 anni), circa 3600 tumori polmonari – il doppio dei mesoteliomi – cui si aggiungono 600 decessi per fibrosi da amianto (asbestosi). Poi ci sono tutte le altre patologie (tumori del tratto intestinale e delle ovaie). In totale circa 6mila morti all’anno («Una vera e propria Shoah silenziosa», ha detto durante il convegno il presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni), il doppio rispetto a  quello fornito dal Ministerro dell’ambiente, che parla invece di 3mila decessi all’anno.

In particolare le scuole italiane sono  “osservate speciali”. Molte delle indicazioni previste dalla norma non sono state attuate: manca una mappatura completa degli edifici con amianto, mancano le discariche, buona parte del materiale finisce in Germania o, peggio, in discariche delle ecomafie. Mancano soprattutto i soldi per fare le bonifiche. I fondi vengono stanziati dai governi, poi vengono stornati verso spese considerate più urgenti. E il dato diventa più preoccupante se si tien conto che  ora anche i docenti sono tra le vittime della fibra killer, come stanno a indicare i 62 professori censiti dall’ultimo registro tumori, vittime di patologie asbesto correlate.

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Asbeschool, un documentario tra le scuole d’Italia

amianto nelle scuole
La situazione in una scuola romana documentata dal documentario “Asbeschool”

Il documentario “Asbeschool – Stop amianto a Scuola”, presentato al convegno, mostra la situazione in diverse scuole tra Roma, Firenze, Bari, Rosignano, Casale Monferrato e la Sardegna

C’è la scuola “Grazia Deledda” di Oristano dove il cemento dei muri è impastato con l’amianto. Secondo quanto racconta la pellicola, realizzata col crowfounding dopo due anni di ricerche e di indagini dalla giornalista Stefania Divertito per la regia di Luca Signorelli, solo in Sardegna sono 395 le scuole che contengono amianto: 72 sono state bonificate, le altre attendono ancora gli interventi, e questi dati vengono proprio dalla Regione Sardegna, che  ha voluto il monitoraggio regionale.

C’è poi il caso della scuola superiore “Ex Volta” di Roma dove gli studenti hanno scoperto pezzi di pareti e pavimentazioni in amianto spezzati e occultati (anche con semplice scotch da pacchi)  persino in un sotto-cattedra. La scuola in questione era stata oggetto di un’ordinanza della città metropolitana di Roma che lo scorso ottobre ne aveva ordinato la bonifica urgente.

C’è anche il caso dell’ItiDa Vinci” di Firenze, di cui già nel 1997 (dunque vent’anni fa) venne ordinato l’abbattimento dall’Asl per la strabiliante presenza di amianto. In quella scuola un professore è morto per una neoplasia che l’ONA attribuisce all’amianto e su cui la Procura di Firenze deve ancora esprimersi definitivamente. Sempre in quella scuola il dirigente scolastico ha fatto affiggere un cartello  che vieta di piantare chiodi nei muri, di sbattere le porte, perfino di correre per evitare che dalle pareti si liberino fibre cancerogene.

Cosa succede nelle scuole di Bari

“Asbeschool – Stop amianto a Scuola” fa tappa anche a Bari, e precisamente in un gruppo si nelle scuole 7 istituti nelle immediate vicinanze dell’ex Fibronit (con un focus particolare sulla scuola primaria proprio di fronte alla “fabbrica della morte”). «Quelle scuole non hanno l’amianto in sé – spiega la giornalista Stefania Divertito, raggiunta da Ambient&Ambienti – ma lo hanno respirato durante l’attività della Fibronit e durante la messa in sicurezza provvisoria. Soprattutto, non comparivano come obiettivi sensibili durante la progettazione della bonifica da amianto della Fibronit».

 De Rosa (M5S): «Bonificare dall’amianto genererebbe 20mila posti di lavoro»

I siti a rischio nel paese sono 53.000, ma il dato è incompleto perché molte Regioni non hanno mai fatto una mappatura accurata.

Le aree più a rischio, con l’amianto che si sbriciola nell’aria, secondo l’Ispra sono 380. Bonificarle costerebbe 40-50 milioni di euro all’anno per almeno tre anni. Si stima che in Italia ci siano 40 milioni di tonnellate di materiali edili contenenti amianto. Non aiuta a combattere l’emergenza il groviglio normativo. Infatti le leggi nazionali in materia sono 248, le norme regionali 400, spesso scoordinate. Per questo al Senato è in discussione un Testo Unico sull’amianto che razionalizzi la normativa;  i Cinquestelle hanno inoltre proposto un loro disegno di legge.

«Le mappature si potrebbero fare già oggi dalle foto da satellite – spiega il deputato Massimo De Rosa -. Occorre rendere conveniente per i privati smaltire l’amianto. Ma prima dobbiamo fare le discariche, e per questo bisogna parlare con la popolazione, far tornare la fiducia nelle istituzioni. Poi occorre svincolare certi interventi dal patto di stabilità. Calcoliamo che 1 miliardo di euro investito nella bonifica generi 20.000 posti di lavoro».

Amianto nelle scuole, parte un progetto

Alessandria, Avellino e Pisa sono le tre città-pilota dove partirà a brevissimo “Asbesto 2.0″, un progetto per la mappatura dell’ amianto nelle scuole e nelle aree limitrofe. “Asbesto 2.0” è  frutto di un protocollo d’intesa firmato dal ministero dell’Ambiente e dalla Struttura di missione per l’edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e verrà condotto da Ancitel e Sogesit. Per la mappatura verranno utilizzati droni, altre tecnologie anche satellitari e rilievi a terrà. Il tutto per avere un database dell’ amianto nelle scuole necessario anche per integrare il Piano nazionale amianto e ottenere in tempi più rapidi di quelli attuali finanziamenti utilizzabili proprio per la messa in sicurezza degli edifici scolastici .Sotto controllo saranno le coperture degli edifici scolastici e le aree limitrofe.

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