Amianto nella Marina Militare: condanne per l’omicidio colposo del tarantino Tommaso Caserta

Le micidiali fibre di amianto che causano anche la morte per mesotelioma

 Processo Marina Bis: parziale riforma della Corte di Appello della sentenza e condanna di una parte degli imputati. Ezio Bonanni (Osservatorio Nazionale Amianto): “Giustizia per la famiglia Caserta è fatta, la Marina affonda sull’amianto!”

 

Dopo tre anni di battaglie processuali, nel tardo pomeriggio di ieri si è concluso il processo di appello c.d. “Marina bis”, che ha visto imputati Guido Venturoni, Agostino Di Donna, Angelo Mariani, Sergio Natalicchio, Mario Di Martino e Umberto Guarnieri, accusati tutti di omicidio colposo per la morte di 11 appartenenti alla Marina Militare che, durante il servizio, hanno respirato amianto nelle unità navali.

Le condanne

La III Sezione della Corte di Appello di Venezia, presieduta dalla Dott.ssa Patrizia Vincenzina Montuori, ha riformato parzialmente la sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Padova e ha riconosciuto la penale responsabilità in merito alla morte delle vittime dell’amianto in Marina. È stata emessa la condanna per il reato previsto di omicidio colposo anche in danno del maresciallo triestino Tommaso Caserta, già riconosciuto con decreto ministeriale dalla Marina Militare vittima del dovere e i cui eredi sono stati rappresentati e difesi dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

tommaso caserta
Il maresciallo Tommaso Caserta (a sin.) morto nel 2009 per mesotelioma pleurico sinistro

Caserta, che era originario di Taranto e viveva a Trieste, dopo aver svolto servizio come infermiere nella Marina Militare dalla quale era stato insignito della Croce d’Argento per aver compiuto 16 anni di servizio militare, e la Croce d’Oro per i 25 anni di anzianità di servizio, è deceduto il 16 novembre 2009 dopo atroci sofferenze per mesotelioma pleurico sinistro dovuto all’esposizione ad amianto, lasciando la moglie Marisa e i due figli, Francesco ed Elena, all’epoca di 27 e 32 anni.

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Le condanne erogate vanno da 1 a 2 anni di reclusione. Tutti, in solido al responsabile civile Ministero della Difesa, sono stato condannati al risarcimento dei danni a favore delle parti civili costituite, e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a €50.000,00 ad erede.

Decisiva, in questo processo, la super perizia disposta dalla stessa Corte di Appello, su richiesta delle parti civili, che ha confermato e ribadito la sussistenza di un rapporto causale tra l’esposizione patita da ogni singolo lavoratore e l’insorgenza della relativa malattia, nonché l’altissima concentrazione di polveri e fibre di amianto inalate dai Marinai. Grandissima la soddisfazione di Bonanni che ha dichiarato: «Giustizia per la famiglia Caserta è fatta, e la Marina affonda sull’amianto! Continueremo a sollecitare le bonifiche, la messa in sicurezza delle nostre unità navali, la tutela giuridica, anche con risarcimenti, senza la necessità, speriamo, di dover sempre ricorrere all’Autorità giudiziaria».

Assistenza legale gratis per le vittime da amianto

L’Ona attraverso il suo presidente è al fianco delle vittime dell’amianto e delle vittime del dovere, con un’assistenza legale gratuita e ha anche creato una app per le segnalazioni e per contribuire alla mappatura dei siti contaminati http://app.onanotiziarioamianto.it/ . Per una consulenza gratuita, lo sportello on line https://onanotiziarioamianto.it/sportello-amianto-ona-nei-territori/ o il numero verde 800 034 294.

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