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Amianto: leggi chiare e informazione per salvare vite umane

Se non vai in televisione non esisti. Se la televisione, o gli organi di informazione in genere – non tutti – non ne parlano, un problema non esiste. Nel nostro Paese, un caso amianto non esiste. Manca l’informazione. Se approfondiamo il discorso, ci rendiamo conto, poi, che manca una vera e propria cultura in tal senso; scientifica e della sicurezza. E questa mancanza di conoscenza della pericolosità dell’amianto – qualcuno distingueva amianto cattivo e amianto buono: non esiste l’amianto buono – delle malattie asbesto correlate, vedere morire i propri cari e sentirsi dire da aziende e organi preposti alla salute pubblica che l’ambiente di lavoro era salubre ha contribuito, invece, all’aumento di cosiddetti esposti all’amianto. Con enormi costi in termini economici e di vite umane. Soldi sprecati ma, anche se brutto dirlo, è la verità.

Già Plinio il Vecchio, cronista vissuto all’epoca di Roma, racconta di “morti molto precoci” tra coloro che utilizzavano minerali fibrosi per tessere stoffe. Le prime leggi in materia risalgono addirittura al 1906 ma l’odierna giurisprudenza le ignora. I lavoratori non si sentono tutelati. E quelle volte che un lavoratore oppure un suo parente riesce a ottenere un risarcimento, per lo Stato è una sconfitta.

È questa la sintesi di quanto è stato detto nel corso dell’assemblea cittadina organizzata, a Bari, dall’Osservatorio Nazionale Amianto e Ambient&Ambienti. Fermare la strage, e ottenere il giusto riconoscimento dei diritti delle vittime dell’amianto è stato il tema conduttore dell’incontro cui hanno partecipato rappresentanti delle associazioni delle vittime dell’amianto, arrivati anche da Brindisi e da Vasto in Abruzzo. In cattedra l’avvocato Ezio Bonanni, il professor Gaetano Veneto, già parlamentare, ordinario del Diritto del lavoro presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, l’onorevole Pierfelice Zazzera, deputato nazionale.  Sono intervenuti rappresentanti istituzionali della Provincia e del Comune di Bari. Ha coordinato il direttore di Ambient&Ambienti Lucia Schinzano.  Informazione, quindi, e un controllo democratico, attraverso la partecipazione dei cittadini, per una giusta prevenzione e salvare vite umane.

 

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