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Amianto, le norme italiane fanno testo negli Stati Uniti

La peste del terzo millennio, così come sono state definite le patologie asbesto correlate, colpisce ogni angolo del pianeta dove l’amianto è stato lavorato e, dato il tempo di latenza dei tumori, si registra un continuo aumento di casi di esposti, decessi e richieste di risarcimenti. In questa materia, l’Italia pare sia avanti rispetto ad altri Paesi tanto che, dopo un primo invito a fine luglio scorso alla “Johnson Conference on Asbestos” a Burlington negli Stati Uniti, all’Osservatorio Nazionale Amianto, è stato chiesto di partecipare al 27th Annual International Symposium On Acupuncture, Electro-Therapeutics, & The Latest Related Medical Topics And Advancements, presso la Columbia University di New York. In rappresentanza dell’ONA hanno preso la parola l’Avv. Ezio Bonanni, il prof. Giancarlo Ugazio e il Dott. Marco Antonio Arcuti.

In particolare, questo pomeriggio, l’Avv. Ezio Bonanni ha presentato una relazione dal titolo Medical and Forensic Implications of Asbestos in Italian Law. In evidenza è stato posto  il rischio morbigeno legato all’esposizione all’amianto e la sua conoscenza che risale agli inizi del secolo scorso – sentenza del 1906 del Tribunale di Torino, confermata poi nel 1907 dalla Corte di Appello di Torino -, fino a ripercorrere tutta la storia della legislazione per giungere ai tempi più recenti durante i quali la mobilitazione del movimento di singoli e associazioni ha permesso di raggiungere importanti risultati. Il professor Giancarlo Ugazio ha parlato di Asbestos Adventure Today in Italy.

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