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Amianto killer, risarciti gli eredi

A tre anni dall’azione giudiziaria contro il Ministero della Difesa, il Tribunale di Taranto con una sentenza dello scorso 28 giugno ha riconosciuto agli eredi di un operaio, vittima dell’amianto killer e del dovere, che lavorava all’Arsenale della Martina militare di Taranto, un risarcimento di trecentocinquantamila euro per danno biologico. Morì per cancro polmonare a causa dell’inalazione di polveri di amianto respirate in officina ed a bordo delle navi militari lavorando come saldatore per oltre trent’anni. Nella stessa sentenza il Giudice ha dichiarato valido il diritto di vittima del dovere per la morte di quell’operaio.

una lastra in cemento-amianto

una lastra in cemento-amianto

Secondo l’ associazione “Contramianto e altri rischi onlus”, che ha assistito i familiari dell’operaio deceduto ricostruendo la carriera lavorativa e la correlazione tra tumore ed esposizione all’amianto, si tratta di “una sentenza apripista di riconoscimento di vittima del dovere per i dipendenti civili del Ministero Difesa, a cui è stato ingiustamente negato il beneficio assistenziale”. L’azione di tutela giuridica è stata fortemente voluta dalla stessa associazione e dalla famiglia assistita, dagli avv.ti Cataldo Fornari e Daniele Maranò, ai quali va il merito di aver sostenuto i contenuti in tutte le fasi processuali a sostegno del legittimo diritto a vittima del dovere e del danno reclamato dagli eredi.

L’associazione, nel cui archivio sono presenti 202 casi di dipendenti civili e militari del Ministero della Difesa, molti dei quali operai dell’Arsenale della marina militare di Taranto, affetti da patologie asbesto correlate, chiede giustizia per le vittime dell’amianto. Tra le malattie tumorali sono presenti 58 casi di mesotelioma e 31 di cancro polmonare, molti di cancro al rene ed alla laringe e numerosi anche quelli di asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti.

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