È attesa per domani, venerdì 23 maggio, la sentenza del processo penale per le morti causate dall’amianto ed altri cancerogeni al siderurgico di Taranto. Contramianto e altri rischi onlus, costituitasi parte civile, sarà presente in aula con il presidente Luciano Carleo e con una delegazione dell’associazione.
Dopo 24 mesi di contrapposizioni in aula, dovrebbe concludersi, con il giudizio di primo grado, il procedimento che mette sotto accusa i vertici aziendali dell’Italsider prima e dell’ILVA dopo, per i decessi e lesioni subite da 31 lavoratori operai della fabbrica dell’acciaio più grande d’ Europa. Questi lavoratori sono morti per mesotelioma e cancro polmonare.
In questi due anni sono state ascoltate decine di testimoni che hanno descritto le condizioni in cui si svolgevano le attività industriali nel siderurgico tarantino. Sono stati interrogati lavoratori, medici e tecnici; sono stati acquisiti fascicoli e atti per decine di migliaia di pagine.
Il Pubblico Ministero, con il sostituto procuratore Raffaele Graziano, nella requisitoria aveva chiesto pene severe per quelli che si ritengono essere stati i colpevoli di quelle malattie, causate respirando polvere di amianto e sostanze tossiche nella fabbrica dei veleni. I ventinove dirigenti del siderurgico sono accusati di disastro colposo e di violazione della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sul finire degli anni 90, secondo Contramianto, in ILVA vi erano grandi quantitativi di amianto. Una mappatura incerta che non ha permesso di localizzare l’amianto: ciò ha determinato, nel tempo, possibili esposizioni inconsapevoli, a cui sono seguite le bonifiche che sono continuate negli anni ed ancora oggi vengono programmate nel piano industriale ILVA 1300 interventi di bonifica amianto dagli impianti a significare di quanto l’amianto era presente nell’industria siderurgica.
Cresce intanto l’attesa per la sentenza che riteniamo essere non un punto di arrivo ma il momento su cui ripartire per ricostruire la nostra storia una sentenza che possa dare risposte per le morti nella fabbrica e fuori dalla fabbrica facendo chiarezza su quello che è stato ma anche per sapere quello che potrà essere il futuro, un futuro che vogliamo sia più giusto per tutti .


