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Amianto, “grane” per il sindaco di Macchia d’Isernia

Smantellata una condotta irrigua in cemento-amianto. Gli operai non avevano protezioni adeguate

Sarà la magistratura isernina a fare chiarezza su una vicenda che sta catalizzando l’attenzione dell’opinione pubblica. Si tratta dei lavori di smantellamento della condotta irrigua in località Molino-Cerreto di Macchia d’Isernia. Dalla condotta è stato rimosso materiale in amianto, ma l’impresa che si è occupata dei lavori non sarebbe specializzata. Di conseguenza non avrebbe adottato le precauzioni prescritte dalla normativa per la tutela della salute e dell’ambiente e per la sicurezza sul lavoro.

A fare una prima denuncia pubblica è stato nell’agosto scorso il  Pcl del Molise dopo aver visto alcuni operai lavorare sul posto senza neppure indossare la speciale attrezzatura. Nella nota infatti si chiedeva al sindaco di Macchia d’Isernia, Nicolina Del Bianco, pubblici chiarimenti sulla questione sottolineando come l’amianto trattato in maniera difforme  dalla prescrizione costituisca un pericolo per i lavoratori e per tutto l’ambiente circostante.

I rifiuti di cemento-amianto abbandonati in un campo senza recinzione

La condotta di Molino-Cerreto, infatti, è circondata da campi coltivati e da allevamenti. La denuncia pubblica, corredata da foto scattate sul posto, ha scatenato un autentico putiferio. Da una parte il Partito Comunista dei Lavoratori e il suo coordinatore regionale Tiziano Di Clemente, dall’altra il sindaco di Macchia d’Isernia che ha accusato proprio Di Clemente di essere uno “sparasentenze”.  Tra i due  per diversi giorni sono volate parole grosse e comunicati pesanti, così dagli insulti si è passati alla carta bollata.

È stato Di Clemente a prendere l’iniziativa. Il coordinatore del Pcl ha infatti presentato un esposto alla Procura di Isernia  chiedendo di  fare luce non solo sui lavori di smantellamento della condotta irrigua, ma anche sui criteri che hanno spinto il sindaco di Macchia d’Isernia a utilizzare uno stanziamento di 333mila euro affidandolo a un’impresa della provincia attraverso una procedura di negoziato senza bando. Nell’esposto, inoltre si chiede di chiarire se nei piani di lavoro presentati dall’azienda prescelta fossero contenute le misure necessarie a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. L’esposto è stato corredato da una serie di foto scattate da Di Clemente e dal rappresentante molisano dell’Associazione Caponnetto contro la mafia Romano De Luca. Foto che potrebbero inguaiare ancora di più il sindaco di Macchia d’Isernia.

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