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Amianto: Gip Trieste riapre caso Valente marittimo Fincantieri

Il Gip del Tribunale di Trieste Enzo Truncellito ha fissato per il PM il termine di due mesi per svolgere nuove indagini che riguardano il caso del marittimo Claudio Valente. Claudio Valente a causa della attività di motorista navale, svolta dal gennaio ‘74 al febbraio ‘92 a bordo di rimorchiatori presso l’Arsenale San Marco del Cantiere Navale di Trieste, in seguito divenuto Fincantieri, si è ammalato di asbestosi. Tuttavia il contrasto fra le conclusioni cui sono pervenuti i consulenti tecnici delle parti, ha fatto ritenere al Gip che fosse opportuno ricercare nuove perizie, lasciando poi al PM la facoltà di richiedere in sede di indagini preliminari un incidente probatorio.

Claudio Velente è morto tre anni fa a causa di un tumore. Il marittimo, ha lavorato per trent’anni come motorista di bordo prima sulle navi commerciali, quindi sui rimorchiatori del cantiere San Marco a Trieste, diventato poi Fincantieri. «È cominciato con grossi problemi di insufficienza respiratoria. I medici gli hanno diagnosticato solo una broncopatia cronico ostruttiva – racconta suo figlio Massimo -. Gli ultimi anni di vita li ha passati a casa dove è  costretto a  respirare con l’ausilio delle bombole di ossigeno. Nel 2009 è morto». La famiglia chiede che l’esame autoptico, che svela le placche pleuriche che “rappresentano oggi la più frequente e spesso la unica alterazione documentabile in soggetti esposti all’asbesto“.

«Abbiamo quindi fatto causa sia all’ospedale di Cattinara che, in dieci anni, non ha mai diagnosticato il tumore, sia all’INAIL che non ha mai riconosciuto la malattia professionale, sia alla Fincantieri». La famiglia Valente fa richiesta del riconoscimento della malattia professionale ma sebbene sottoposto più volte  a visite di controllo, l’INAIL rigetta l’istanza perché, secondo l’ente, il signor Valente non era affetto da nessun tipo di tumore. E neppure dopo il referto dell’autopsia e la certificazione di Fincantieri la quale dichiara che «mio padre è stato esposto all’amianto per circa venti anni» l’INAIL ritiene che ci possano essere i presupposti per accertare la malattia professionale del marittimo.

Con l’assistenza dell’avvocato Ezio Bonanni, quindi, «abbiamo fatto causa, tre anni fa, subito dopo la morte di mio padre. Ci sono state prima due archiviazioni, cui abbiamo fatto ricorso. Il giudice Truncellito finalmente ha respinto l’opposizione dell’Inail e ha riaperto il caso».

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