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Amianto e responsabilità sociale

Il 27 marzo del 1992 fu approvata la legge n. 257, «Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto». La legge arrivava a conclusione di più di trentacinque anni di mobilitazioni e lotte, e di vent’anni di processi civili e penali, mirati a cancellare ogni traccia dell’amianto dal lavoro operaio, per limitarne gli effetti nocivi. Le lotte sindacali ottennero l’istituzione di libretti sanitari individuali e controlli sanitari sugli ambienti di lavoro, accordi che furono poi registrati da leggi regionali e nazionali, e che portarono infine alla legge desiderata.

Ebbene, la legge del ’92 stabiliva proprio questo: il divieto di estrazione, lavorazione, utilizzo e commercializzazione dell’amianto; stabiliva altresì la bonifica di fabbriche, edifici e territorio contaminati, tutela sanitaria per i lavoratori che erano stati esposti all’amianto e il risarcimento per chi fosse già affetto da quelle che furono riconosciute come malattie professionali – asbestosi, mesotelioma, cancro ai polmoni, placche pleuriche.

Si può dire che sia tutto a posto, che i problemi siano finiti? Certamente no.

Il 3 aprile 2009 si è svolto a Padova un convegno, organizzato dalla Fondazione Vittime Dell’Amianto «Beppi Ferro», dal tema Il Fondo per il risarcimento delle vittime dell’amianto: opportunità, necessità, prospettive e questo volume raccoglie le relazioni lette in quella giornata.

L’obiettivo era illustrare norme e meccanismi di tutela presenti e assenti, in Italia come in Europa, e fare il punto della situazione, fornendo altresì un chiarimento in merito a un Fondo per le vittime dell’amianto, introdotto dalla Finanziaria del 2008 ma inattivo, nonostante sia stata stanziata per esso una cifra, in quanto manca ancora un regolamento di attuazione.

Gli atti di questo convegno sono ora disponibili in forma aggiornata, per sensibilizzare l’opinione pubblica e fornire notizie chiare e precise su un argomento, quello delle malattie dovute al contatto con l’amianto, della sicurezza sul lavoro e delle norme di tutela previste, che tocca da vicino molte persone. Tanto è stato fatto… ma tanto ancora resta oggi da fare.

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