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Amianto: Balduzzi, farmaci compassionevoli a carico del Servizio Sanitario Nazionale

Un massiccio uso di amianto è stato fatto anche in Aeronautica Militare, prima della messa al bando nel 1992 “ma anche dopo”, afferma Nicola Panei, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto per il comparto militare. L’amianto era dappertutto: sugli aerei, sulle coperture degli hangar, nelle tute antincendio. Ex impiegati testimoniano di non essere mai avvisati dai diretti superiori del pericolo, e di aver operato senza l’adeguata sorveglianza sanitaria prevista da leggi e direttive, mai applicate – sottolinea Panei – e senza i previsti dispositivi di sicurezza e chi si è ammalato ha chiesto aiuto al ministro. Tra gli altri Nunzio Pierini, classe 1949, in Aeronautica Militare per circa trent’anni, dal 2011 affetto da mesotelioma pleurico.

Dopo due cicli di chemioterapia con esito negativo Pierini ha chiesto di poter ricorrere a terapie sperimentali del GiMe, il Gruppo italiano mesotelioma, coordinato dal professor Luciano Mutti, presidente del comitato tecnico-scientifico dell’ONA, che hanno già dimostrato la loro efficacia su altri pazienti. Il 5 settembre scorso Pierini ha chiesto al ministro della Salute Renato Balduzzi di poter essere sottoposto alle cure necessarie a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il costo della terapia è di circa 3500 euro al mese e Pierini non è in grado nella maniera più assoluta di pagarsela personalmente. L’attesa non è stata infruttuosa in questo caso. Infatti, la risposta del ministro è arrivata, oggi. Balduzzi ha scritto a Pierini che «non esistendo per il mesotelioma “trattamenti ritenuti efficaci”, sarebbe ragionevole “l’utilizzo di un farmaco allo scopo compassionevole”. Anzitutto, mi preme evidenziare la personale solidarietà alla sua persona per la difficile condizione», ha scritto il ministro che ha sottoposto la richiesta ai competenti organi del ministero e dell’AlFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

ll cosiddetto “uso compassionevole” dei farmaci è disciplinato dal d.M. 8 maggio 2003 (Uso terapeutico di medicinale sottoposto a sperimentazione clinica). Alla luce di questa normativa «il Suo medico – chiude lo scritto il ministro della Salute –  se intende utilizzare un tale farmaco può presentare la richiesta sia ai sensi del d.M. 8 maggio 2003, rivolgendola alla ditta produttrice del farmaco, sia, ai sensi della legge 94 del 1998 all’amministrazione sanitaria dell’ospedale in cui si effettuerà il trattamento, qualora si desideri porlo a carico del SSN. È onere dello stesso medico richiedente documentare la richiesta attestando la sussistenza del requisito essenziale e necessario in entrambi i casi, cioè la disponibilità di dati favorevoli di sperimentazioni cliniche di fase seconda».

Soddisfatto della decisione del ministro Balduzzi il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni. «Ringrazio il signor Ministro – ha detto Bonanni – perché dopo questa decisione, sarà possibile utilizzare sia le ricerche, sia le acquisizioni cliniche del professor Mutti per curare quanti degli assistiti dall’ONA e non, ne faranno richiesta».

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