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Amianto all’Arsenale di Taranto

Furono esposti a radiazioni e amianto lavorando sino agli anni ottanta a bordo del naviglio militare e nelle officine dell’Arsenale MM di Taranto, con un mix micidiale di effetti cancerogeni che nel tempo può aver avuto un ruolo determinante per il decesso di due operai civili del Ministero della Difesa, i cui famigliari hanno chiesto aiuto a Contramianto e altri rischi onlus per avere giustizia per la morte dei loro cari“. Comincia così il comunicato con cui  l’associazione Contramianto e altri rischi onlus denuncia l’ennesimo caso di esposizione alla fibra killer verificatosi nell’Arsenale Militare di Taranto.

Il comunicato ripercorre le tappe del calvario dei due operai. “Trent’anni al servizio della Marina Militare come elettronici nello stabilimento navale tarantino; dopo la pensione, la malattia e la scoperta del cancro e la morte per mesotelioma pleurico e tumore alla laringe, neoplasie strettamente correlate all’amianto ma per le quali riteniamo che anche le radiazioni ionizzanti possano aver contribuito con un’azione cancerogena sinergica.

I casi non sono unici essendo presenti almeno altri sei morti nell’archivio di Contramianto degli operai elettronici Arsenale, deceduti per mesotelioma e cancro polmonare tutti esposti all’amianto ma anche a rischio di radiazioni ionizzanti per aver lavorato con apparecchiature valvolari e radar che emettevano radiazioni potenzialmente pericolose. Eppure gli effetti cancerogeni delle radiazioni ionizzanti sono noti da oltre novant’anni; come il fatto che sono causa di forme tumorali correlate. Non esiste un livello di esposizione alle radiazioni ionizzanti, come per l’amianto, che per quanto basso, possa definirsi senza alcun effetto cancerogeno; i livelli soglia stabiliti di esposizione ai cancerogeni sono valori limiti accettabili ma non di totale sicurezza per la salute”.

Contramianto – conclude il comunicato –  dopo aver acquisito tutta la documentazione lavorativa e sanitaria dei due operai ha inoltrato le istanze delle vedove per il riconoscimento della malattia professionale. Ora dovranno essere gli organi preposti a valutare le possibili correlazioni tra radiazioni, amianto, lavoro e tumori causa di morte. Contramianto ritiene necessario che le istituzioni approfondiscano la questione per fare chiarezza su questi decessi con i quali si aprirebbe un nuovo fronte per malattie e morti in Marina Militare che potrebbero essere legate non solo all’ amianto ma anche alle radiazioni.

Intanto salgono a 198 i casi di patologie asbesto correlate anche ad altri rischi presenti in archivio Contramianto ed associate ad attività in marina militare; negli ultimi due mesi sono stati segnalati a Contramianto altri sette casi di operai che hanno lavorato all’Arsenale MM di Taranto e a bordo delle navi affetti da neoplasie anche con effetti mortali. In particolare abbiamo registrato tre casi di mesotelioma pleurico, due tumori polmonare, un carcinoma renale “.

(n.b.: i grassetti sono della redazione)

 

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