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Ambiente, Vendola scrive a Governo e Confindustria

Normativa nazionale sulla Valutazione del Danno Sanitario, partecipazione delle grandi industrie e ripristino della figura del Garante dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’Ilva di Taranto. Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (foto) ha delineato tre punti per cambiare il rapporto tra territorio e industria: «Tutte le comunità – ha affermato – percepiscono la potenziale pericolosità delle produzioni industriali».

Vendola ha affrontato questi temi in lettere indirizzate rispettivamente al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ai presidenti delle Regioni italiane ed al presidente della Conferenza delle Regioni. Se ne è anche parlato oggi, 16 luglio, in conferenza stampa con l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro ed il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna.

La Regione Puglia chiede alle grandi aziende la Valutazione del Danno Sanitario (VDS), per constatare le ripercussioni dei cicli produttivi sulla salute dei cittadini. Enel, Edipower ed Enipower, proprietarie delle grandi centrali elettriche della Puglia, hanno impugnato presso la giustizia amministrativa il regolamento attuativo della VDS.« Noi non possiamo più immaginare che viga un regime di omertà di fronte al mancato esercizio del diritto alla salute e del diritto alla vita dei cittadini pugliesi. Vogliamo sapere da Confindustria se le imprese sono disponibili a giocare la partita del cambiamento. Se vogliono invece frapporsi alla partita del cambiamento, dell’ambientalizzazione e del diritto alla vita, sappiano sin da ora che noi saremo durissimi nei loro confronti».

Vendola ha chiesto alle Regioni di sostenere il progetto della VDS, affinché essa sia regolamentata da una legge nazionale: «le diossine, i furani, il benzoapirene, le polvere sottili sono purtroppo frutto dell’inquinamento industriale in tutta Italia».

Alcune parole, infine, sulla questione ILVA: «Di fronte alle polemiche che hanno coinvolto il commissario Bondi, crediamo che sia assolutamente indispensabile ripristinare la figura del Garante dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’Ilva. Ci vuole una figura con caratteristiche di terzietà. Ci vuole qualcuno che garantisca Taranto e tutti noi rispetto al diritto alla trasparenza e all’informazione».

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