Home Dossier ambiente e SDGs, il nuovo dossier di A&A

ambiente e SDGs, il nuovo dossier di A&A

1572
0
SHARE
Qui su Ambient&Ambienti stiamo preparando un nuovo dossier. Tema: “La sostenibilità ambientale nell’ambito dell’Agenda 2030“. Ecco la Call for Proposals!

Un anno fa, durante il Sustainable Development Summit del 25 settembre 2015, è stata adottata l’Agenda 2030, che stabilisce i Sustainable Development Goals (SDG – Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile). Si tratta di 17 obiettivi per lo Sviluppo sostenibile da raggiungere idealmente entro il 2030. Questi sono:

dossier
Il nostro prossimo dossier avrà per tema “La sostenibilità ambientale nell’ambito dell’Agenda 2030”
  1. Sconfiggere la povertà.
  2. Sconfiggere la fame.
  3. Buona salute.
  4. Istruzione di qualità.
  5. Parità di genere.
  6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari.
  7. Energia rinnovabile e accessibile.
  8. Buona occupazione e crescita economica.
  9. Innovazione e infrastrutture.
  10. Ridurre le diseguaglianze.
  11. Città e comunità sostenibili.
  12. Utilizzo responsabile delle risorse.
  13. Lotta contro il cambiamento climatico.
  14. Utilizzo sostenibile del mare.
  15. Utilizzo sostenibile della terra.
  16. Pace e giustizia.
  17. Partnership per lo sviluppo sostenibile.

Si tratta di un programma molto ambizioso, la cui realizzazione sembra purtroppo sembra ancora troppo lontana, come è stato certificato dagli esperti di DNV GL nel report The Future of Spaceship Earth. Altrettanto arduo è il finanziamento di tali obiettivi, non soltanto per via dei costi effettivi di questi programmi, ma anche perché – come evidenzia un articolo di Jem Bendell apparso sul sito del World Economic Forum – è rischioso investire nei Paesi in via di sviluppo.

Ancora più radicale l’economista Rosamaria Bitetti, che in una sua analisi apparsa sul quotidiano Il Foglio sottolinea quanto, mancando di indicatori che permettano un confronto effettivo tra i differenti stati e i loro livelli di sviluppo, questa lista di obiettivi rischi di ridursi a un elenco di buone intenzioni, quando la chiave dello sviluppo risiede in una crescita economica che riconosca negli individui dei generatori attivi di ricchezza – e, a partire da questa, di sviluppo equo e sostenibile.

Molti di questi obiettivi sono legati in maniera intuitiva al mondo dell’ambiente, dell’energia e della sostenibilità ambientale: è il caso, ad esempio, dell’obiettivo riguardante la prevenzione e il controllo del cambiamento climatico, o di quelli relativi alla vita terrestre e sottomarina. Ancora, è fondamentale – noi di Ambient&Ambienti ci siamo spesso occupati di questa tematica – la progettazione di smart cities che armonizzino la crescente urbanizzazione con la difesa di un ambiente da cui traiamo non soltanto sostentamento ma fonti di energia alternativa.

(FILES) A file photo taken on April 24, 2009 shows the European Union flag and national flags in front of the European Parliament in Strasbourg, eastern France. The Nobel Peace Prize was on October 12, 2012 awarded to the European Union, an institution currently wracked by crisis but is credited with bringing more than a half century of peace to a continent ripped apart by World War II. AFP PHOTO / FREDERICK FLORIN

Cosa dire, tuttavia, dell’emergenza rifugiati, della riduzione della povertà, di una crescita industriale ed economica rispettosa della dignità umana, o ancora della parità di genere e dell’aumento del tasso di scolarizzazione? Ciascuno di questi obiettivi è infatti legato a tutti gli altri, e il nostro dossier vuole mostrarlo in maniera chiara.

In che modo dunque queste tematiche, e le azioni per realizzare i 17 SDG, possono essere legate alla sostenibilità ambientale?

Qual è la strada da percorrere a livello giuridico, politico, economico, per creare una sempre maggiore intersezione tra i settori, affinché si innesti un circolo virtuoso e lo sviluppo di ciascun settore influisca positivamente sugli altri?

Quali azioni possono essere intraprese, che sia dallo Stato, dalle aziende, dai protagonisti economici, o dai singoli individui, per inserirsi in questo percorso e accelerare il raggiungimento dell’Agenda 2030? Si deve passare attraverso una maggiore liberalizzazione o attraverso un maggiore controllo statale?

Quali possono essere, a livello comunicativo ed educativo, le strategie vincenti per ampliare la consapevolezza e la partecipazione delle masse? E quale può e deve essere in quest’ottica il ruolo di accademici, ricercatori e studiosi? C’è spazio per una filosofia o un’etica ambientale che abbia un reale effetto di cambiamento?

A tutte queste domande vogliamo rispondere con un dossier che raccolga ipotesi, pareri e proposte, e nella convinzione che una verità assoluta non esista vogliamo rendere più che mai Ambient&Ambienti uno spazio di riflessione condivisa.

Vi invitiamo quindi a mandare le vostre proposte (articoli, contributi e riflessioni di lunghezza non superiore alle 1000 parole) entro il 10 dicembre ai seguenti indirizzi:

redazione@ambienteambienti.it

adriana.farenga@gmail.com

Print Friendly, PDF & Email

LEAVE A REPLY