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Ambiente, pubblicato dossier EEA su qualità dell’aria

L’EEA, Agenzia dell’ambiente europea, ha presentato il rapporto Air Quality in Europe 2013. I dati al 2011 indicano che la maggior parte della popolazione è esposta a livelli di inquinamento superiori ai valori stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. A preoccupare sono i livelli elevati di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) e di ozono, a cui sono esposti oltre l’80% dei cittadini europei.

Italia, Polonia, Slovacchia, Turchia e la regione dei Balcani sono le aree più critiche per gli elevati livelli di PM10 e PM2,5. Critica la situazione in Italia anche per i livelli di ozono e ossidi di azoto. Tra i territori con la situazione più critica, quelli della Pianura Padana.

«I dati diffusi oggi dall’EEA – dichiara il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti – confermano quello che Legambiente sostiene da anni: l’inquinamento dell’aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia dell’ambiente». Il dossier Mal’aria, redatto da Legambiente, conferma i dati dell’EEA: su 95 città italiane monitorate da Legambiente, 51 hanno superato il bonus di 35 giorni di superamento stabilito dalla legge per il PM10.

«Le cause dell’inquinamento atmosferico – continua Zampetti – sono chiare e conosciute da tempo. Sono il trasporto su strada, i processi industriali e di produzione di energia e i riscaldamenti domestici». A livello nazionale urgono dunque interventi immediati e mirati, per una mobilità sostenibile basata su trasporto pubblico efficiente, mobilità pedonale e ciclabile e trasporto su ferro per ridurre il parco auto circolante, che in Italia raggiunge da sempre livelli da primato rispetto al resto d’Europa.

A livello europeo, si sta discutendo il nuovo pacchetto di direttive sull’aria. Legambiente, insieme all’EEB e ad altre ONG europee, chiede di considerare tre proposte prioritarie: l’impegno di ridurre le emissioni inquinanti (in particolare il PM 12,5); una normativa di settore che punti alla netta riduzione delle emissioni da tutte le fonti principali; il rafforzamento delle attuali norme europee sulla qualità dell’aria, in ossequio alle direttive dell’OMS.

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