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Ambiente: parola ai frati francescani

Dai politici agli ambientalisti, dagli economisti agli ecologisti: tante personalità, fino ad ora, si sono sentite in diritto di dire la loro sulle problematiche ambientali e sul rapporto che l’uomo ha posto tra sé e la natura, talvolta incanalato su binari di armonia e non-conflittualità, talvolta, invece, caratterizzato da situazioni di dipendenza e di sfruttamento.

In quest’ottica non ha minor peso una voce “diversa”, inconsueta, per certi versi fuori dal coro, quella dei frati francescani; insolita, sì, ma non del tutto, se si ricorda che «la Chiesa è fortemente legata alle tematiche ambientali, alla difesa della natura, a partire, ovviamente, dalla difesa della vita dalla nascita fino alla morte naturale», come precisato da monsignor Domenico Sorrentino e monsignor Vincenzo Paglia, rispettivamente vescovi di Perugia-Assisi e di Terni.

Un convegno religioso sull’ambiente. – “Con fratello Sole, sorella Luna e sorella Madre Terra, rispettare l’ambiente, tra infrastrutture, sviluppo sostenibile e cura dell’uomo” è il nome «dell’annuale appuntamento internazionale con cui i confratelli di San Francesco si confrontano su tematiche ecologiche con studiosi, politici ed intellettuali», come afferma anche il sito repubblica.it; un convegno, di fatto una tavola rotonda, che ha avuto luogo lo scorso 15 settembre, e che è stato promosso dal Sacro Convento di Assisi e dall’Accademia nazionale delle scienze.

Vi hanno preso parte docenti, esperti del settore ed imprenditori, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi su tematiche oramai rinomate – la difesa dell’ambiente, la tutela delle risorse del patrimonio naturale, l’energia rinnovabile – ma sotto un’ottica nuova ed insolita: quella che segue e ricalca le orme (e non poteva essere altrimenti leggendo il titolo del convegno) del Santo protettore di Assisi.

Alla riscoperta di un maestro di vita. – Perché tra le tante disgrazie che hanno colpito e colpiscono tuttora il nostro pianeta – ultime quelle recentissime di Fukushima e della centrale nucleare francese, ma non solo – è bene, secondo il punto di vista religioso, recuperare, anzi “riscoprire” la semplicità degli insegnamenti di San Francesco e il suo connubio con la natura senza precedenti: un’eco che dura ormai da 800 anni, ma che nelle coscienze di alcuni non cessa di farsi sentire, riuscendo altresì a rinnovare la sua voce in epoche e contesti sociali, economici e politici differenti nel tempo.

SimoneTogni

Anche il presidente dell’Anev (Associazione nazionale energia del vento), Simone Togni – presente all’iniziativa in Umbria – ha tenuto a sottolineare che, nella valorizzazione delle risorse naturali, «non bisogna mai dimenticare che l’aspetto etico, morale e umano è uno degli elementi fondamentali del discorso sulle energie rinnovabili»; quindi il rispetto con l’altro alla base del rispetto con l’ambiente (e viceversa).

In conclusione, la visione di sfruttamento dell’ambiente andrebbe sostituita con una nuova, fondata sulla promozione della fraternità tra l’uomo ed il creato: un’idea dai forti connotati filocristiani, ma che – questa è l’impressione – può trovare unanime concordia in tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente naturale e quello in cui vivono, e si battono per difenderlo.

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