Ambiente, nasce una nuova visione concreta e tangibile

Non più un concetto astratto, ma una vera e propria struttura e persona giuridica con diritti e doveri, ma resta sempre il punto centrale del nostro futuro. Per questo motivo, i bambini diventano fondamentali

 

“L’ambiente non è una risorsa inesauribile, ma il fondamento della nostra salute, della nostra sicurezza e della nostra prosperità. Proteggere gli ecosistemi, ridurre l’inquinamento, contrastare i cambiamenti climatici e promuovere un uso sostenibile delle risorse significa investire nel futuro delle prossime generazioni. Le sfide ambientali che abbiamo di fronte richiedono un impegno condiviso e una visione di lungo periodo. Per questo il Governo continua a sostenere politiche volte alla transizione ecologica, all’economia circolare, alla salvaguardia della biodiversità e alla diffusione di modelli di produzione e consumo più sostenibili. L’Italia possiede un patrimonio ambientale straordinario che abbiamo il dovere di custodire e valorizzare. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, sistema produttivo e cittadini potremo costruire un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, innovazione e sostenibilità.”.

Sono queste le parole del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Parole che intendono ricordare a tutti la necessità di tutelare il nostro pianeta, di rispettarlo e di evitare di sprecare le sue risorse. Un pensiero nobile e condiviso anche da altri.

Ambiente e Unicef

foto archivio pixabay

L’Unicef da sempre si occupa dei bambini. Considerata la parte più debole della popolazione e più sensibile ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, i bambini oggi necessitano di maggiori attenzioni perché rappresentano il futuro dell’umanità e del mondo. Tutelare la loro salute è una priorità, deve essere una priorità di tutti i governi mondiali. Per questo motivo, l’Unicef propone alcuni consigli per evitare esposizioni prolungate dei bambini agli agenti nocivi. Innanzitutto, propone di monitorare l’aria all’aperto prima di programmare qualunque tipo di attività fisica; nel caso di concentrazioni elevate di inquinamento atmosferico sarebbe meglio ridurre l’esposizione o le attività. In casa, invece, è necessario arieggiare costantemente e correttamente gli spazi e utilizzare quotidianamente tecnologie a basso impatto ambientale. Evitare anche di fumare vicino a bambini e donne incinte. Infine, l’Unicef propone di partecipare ad attività ambientali e a scelte sostenibili nella quotidianità.

In occasione della giornata, ha lanciato il concorso fotografico dedicato ai giovani fra i 14 e i 19 anni “Uno scatto per il clima: ambiente e futuro visti da me”, per promuovere la partecipazione attiva delle nuove generazioni, raccontando la crisi climatica attraverso la quotidianità. È possibile iscriversi gratuitamente all’indirizzo https://www.unicef.it/scatto-clima. Il concorso scade il 30 novembre 2026.

Biologico contro crisi climatica

L'orto biologico del Tottenham a Hotspur Way
L’orto biologico del Tottenham a Hotspur Way

“L’agricoltura biologica è in grado di incidere positivamente sulla mitigazione climatica, ad esempio attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra. L’approccio rigenerativo del biologico favorisce infatti il miglioramento della fertilità del suolo, aumenta il sequestro del carbonio e riduce in modo significativo le emissioni di protossido di azoto, uno dei gas climalteranti più rilevanti in agricoltura. In caso di eventi meteorologici estremi, le coltivazioni biologiche hanno registrato rese superiori rispetto all’agricoltura convenzionale. Lo dimostrano studi autorevoli come il Farming systems trial (Fst), il più lungo progetto di ricerca condotto dal Rodale Institute, che da 45 anni mette a confronto produzione biologica e convenzionale, valutando tutti gli aspetti chiave dei sistemi agricoli, compreso l’impatto sul climate change. Anche la sperimentazione comparativa DOK Trial, condotta dall’Istituto FiBL in collaborazione con Agroscope, una delle più estese e durature, che dal 1978, mette a confronto sistemi di coltivazione biologici, biodinamici e convenzionali attesta che i suoli coltivati senza chimica di sintesi contribuiscono a ridurre l’impatto climatico dell’agricoltura. Le evidenze dello studio dimostrano come le emissioni di gas serra risultino inferiori del 44% nei terreni bio rispetto al sistema convenzionale. Inoltre, l’approccio biologico favorendo una maggiore attività microbiologica, migliora la struttura del terreno e la capacità di trattenere carbonio e acqua nell’humus. I risultati indicano, infine, che l’agricoltura biologica, grazie a una gestione più efficiente delle risorse idriche e alla migliore qualità del suolo, è in grado di resistere meglio ai periodi di siccità.”. Alla luce di queste evidenze, FederBio continua a sottolineare la necessità di incentivare i sistemi produttivi sostenibili per mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e contribuire a ridurre l’inquinamento.

La Natura del CdA

foto archivio

“PlanEat, società benefit del foodtech fondata dal fisico Nicola Lamberti, già fondatore di Trovaprezzi – istituisce per prima in Italia la figura del Custode della Natura nel CdA, con una modifica statutaria elaborata con RPLT RP legalitax: gli interessi degli ecosistemi entrano nelle decisioni d’impresa con obblighi giuridici vincolanti. Il progetto vince il Grunin Prize for Social Entrepreneurship and Impact Investing del NYU Law Grunin Center di New York.”.

È una innovazione giuridica senza precedenti portare la Natura, con obblighi giuridici vincolanti, dentro il proprio Consiglio di Amministrazione. Il Custode della Natura è un amministratore a tutti gli effetti, con obblighi e diritti, che interviene sugli ecosistemi, prendendo decisioni strategiche mirate migliorare il rapporto tra i processi produttivi e la loro incidenza sull’ambiente. Primo caso assoluto in Italia, ha come precedente, a livello internazionale, in Faith in Nature, produttrice britannica di cosmetici naturali che nel 2022 ha per prima inserito nel proprio statuto un consigliere con mandato di tutelare gli interessi della Natura.

Gli aspetti tecnici e giuridici, adattati al diritto societario italiano, sono stati costruiti da Nicola Carù e Riccardo Ruosi di RPLT RP legalitax attraverso il design project Onboarding Nature. Emiliano Giovine, Vicepresidente di GAIL (Global Alliance for Incubating Legaltech), ha portato il modello nel dibattito accademico e giuridico internazionale.

Auto, crescono le ibride ma il parco auto è ancora vetusto

Secondo Autoscout24, “nel 2025 in Italia il parco auto circolante contava circa 41,7 milioni di autovetture. Tra le alimentazioni, la crescita più significativa riguarda le auto ibride: tra il 2020 e il 2025 il numero di vetture ibride circolanti è aumentato del 573,2%, con una quota sul parco auto passata dall’1,4% all’8,7%, resta invece ancora limitata la diffusione delle vetture elettriche, ferme allo 0,9%. Parallelamente cresce anche il peso delle auto a basse emissioni: le Euro 6 rappresentano oggi il 41,8% del totale, rispetto al 26,2% di cinque anni prima. Nelle strade italiane, però, circolano ancora quasi 17,57 milioni di vetture con una classe di emissioni Euro 4 o inferiore, il 42% del totale, di cui ben 4,24 milioni sono addirittura Euro 0-1 (10,1%). Inoltre, più di quattro vetture su dieci in circolazione (43,7%) hanno 15 anni o più, pari a oltre 18,26 milioni di veicoli.”.

Un dato quindi positivo, che però non ci rassicura, ma deve spingere tutti, istituzioni, aziende e privati, a sviluppare nuove strategie e nuove proposte per migliorare e potenziare la sostenibilità nel settore della mobilità.

La religione salva il clima

foto archivio

Anche la religione spinge sulla tutela dell’ambiente. Con l’8×1000 l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha investito 3,6 milioni di euro in 27 iniziative dedicate alla tutela della biodiversità, all’agroecologia, all’empowerment climatico e alla partecipazione civica. L’idea è nata dai dati sulla crisi ambientale in Italia: circa il 28% del territorio nazionale è a rischio desertificazione, mentre oltre il 90% dei comuni italiani è esposto a frane, alluvioni o dissesto idrogeologico.

A San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, per esempio, il progetto ReAGES – Resilienza e Adattamento alla Gestione degli Ecosistemi, realizzato dalla Cooperativa Sociale Qualcosa di Diverso in partnership ufficiale con DEAFAL – Delegazione Europea per l’Agricoltura Familiare in Asia, Africa e America Latina, ha permesso di intervenire su 4,5 ettari di terreni confiscati alla criminalità organizzata e gestiti attraverso il progetto XFarm Agricoltura Prossima. Due ettari di oliveto intensivo è diventato un sistema agroforestale diversificato con la piantumazione collettiva di 4.000 nuove piante tra alberi, arbusti, orticole ed essenze mediterranee. Il progetto coinvolge inoltre sette giovani agricoltori del territorio pugliese in una Scuola di Agroecologia per diffondere nuove competenze nella gestione sostenibile delle aree rurali. Coinvolti anche 200 studenti in laboratori esperienziali e percorsi dedicati ai cambiamenti climatici, alla tutela del suolo e alla sostenibilità ambientale. Il progetto favorisce inoltre la creazione di una sinergia virtuosa tra best practices di agroforestazione sul territorio italiano, scuole e operatori del settore, consolidando una rete nazionale di oltre 35 realtà attive sull’agroforestazione e sulla rigenerazione ambientale.

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