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Ambiente, la Puglia passa dalle parole ai fatti

Rendere la regione un territorio che affida il proprio futuro alle politiche ambientali. E’ la missione che dovrà svolgere il Distretto dell’Ambiente e Riutilizzo, che ha ottenuto il secondo e definitivo riconoscimento dalla Regione Puglia.

<p>raccolta differenziata - balle di carta</p>

raccolta differenziata - balle di carta

Costituito da  141 imprese, più varie associazioni, sindacati, università, centri di ricerca ed enti, si propone tra gli obiettivi generali indicati nel programma di sviluppo, di ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti e promuovere l’attività di recupero di materie prime e di combustibili solidi; intende inoltre promuovere azioni di salvaguardia della risorsa idrica, migliorare la qualità dell’aria in aree urbane ed industriali, bonificare e riqualificare aree degradate, internazionalizzare le aziende aderenti al distretto nelle aree balcaniche e nel Nord Africa.
Nel 2009 la percentuale di raccolta differenziata in Puglia si è attestata intorno al 15%, registrando un notevole incremento rispetto agli anni precedenti (nel 2005 era del 9,3%). Nonostante i progressi tuttavia, il raggiungimento delle soglie definite a livello nazionale e regionale per la raccolta differenziata è ancora lontano.

<p>Il presidente del Distretto del riuso e riutilizzo, Lorenzo Ferrara</p>

Il presidente del Distretto del'ambiente e riutilizzo, Lorenzo Ferrara

Il presidente del distretto, Lorenzo Ferrara, commenta in maniera positiva il riconoscimento e spiega l’attività da svolgere.
Finalmente è giunto il riconoscimento del distretto. E’ un passaggio importante? Assolutamente, è un passaggio importante ed atteso dalle imprese per dare vita a tutto il programma di sviluppo che abbiamo tracciato.
Il piano di sviluppo è il momento per rendere concrete idee e progetti. Ce lo può illustrare? Il successo delle politiche per favorire il recupero e il riutilizzo dei rifiuti passa necessariamente attraverso un’azione di sistema che coinvolga l’intera filiera organizzata del riutilizzo. Abbiamo 70 progetti, 30 idee che giungono dal mondo della ricerca e devono incrociare gli interessi dell’imprenditoria locale. Dobbiamo aprire un dialogo importante con la Regione perché vogliamo esprimere il nostro parere sui provvedimenti programmatici e legislativi. Abbiamo bisogno, insomma, di dare vita al distretto.

<p>raccolta differenziata - plastica</p>

raccolta differenziata - plastica

Tra i progetti e le idee ce n’è qualcuna di rilievo? I progetti che fanno parte del piano di sviluppo s’incardinano su tre temi particolari: l’innovazione tecnologica, l’internazionalizzazione e formazione ed informazione. Sono temi che ci stanno molto a cuore perché pensiamo che da lì passi lo sviluppo della piccola e media impresa. La loro caratteristica è che sono progetti di filiera o comparto, cioè mettono insieme i vari anelli dell’attività produttiva che devono valorizzare il prodotto dalla sua ideazione fino alla sua collocazione sul mercato. Abbiamo progetti mirati a migliorare il nostro business nell’area dei Balcani e del Nord Africa. Poi ci sono progetti di formazione ed informazione, attività che le aziende ritengono importante.

<p>il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola inaugura l'impianto di biostabilizzazione dell'AMIU a Bari</p>

il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola inaugura l'impianto di biostabilizzazione dell'AMIU a Bari

Soprattutto sul piano della formazione l’attività deve riguardare le tre componenti: le imprese produttrici, gli enti pubblici che sono preposti agli iter autorizzativi, e le forze dell’ordine che devono svolgere attività di controllo e contrasto alla criminalità organizzata ed illeciti. E’ opportuno che queste tre componenti imparino a conoscersi e riconoscersi meglio per poter condividere interpretazioni di norme. Molto si è fatto  in questa regione, ma molte c’è da fare. Il futuro si giocherà sull’ambiente? Sicuramente si. Abbiamo molte aziende che operano in questo settore. Vorremmo che quello che si deve fare fosse accompagnato da un complesso di leggi che siano pragmatiche e possano portare davvero allo sviluppo di questo settore. Riteniamo che tutti i segmenti siano importanti. Deve essere svolta una raccolta differenziata dove il ciclo di recupero di alcune materie sia corrispondente a quello economicamente logico; bisogna realizzare e gestire impianti di smaltimento; vanno sviluppate le energie da fonti rinnovabili. Dobbiamo anche avere una corretta gestione dei fanghi da depurazione, nel quale marchiamo un ritardo fortissimo. Questi importantissimi rifiuti possono essere utilizzati in agricoltura ma solo a certe condizioni: devono andare a compostaggio e per la frazione residua devono essere trattati termicamente. Ed è un problema che deve essere assolutamente affrontato.

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