Ambiente, la Puglia lo sta tutelando. Parola dell’ARPA

La Puglia delle criticità ambientali e della tutela è la regione presentata dall’Arpa Puglia, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che ha “fatto quadrato” in occasione degli Stati Generali. Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa Puglia, ha tracciato in questa intervista il quadro della situazione.

Giorgio Assennato, Presidente dell'Arpa

E’ buona la salute dell’ambiente pugliese? Può disegnare una mappa?

«La situazione è complessivamente buona con tendenza ulteriore al miglioramento. L’unica criticità seria della nostra regione per quanto riguarda la matrice ambientale è rappresentata da Taranto, su cui pure i segnali sono relativamente positivi. Per quanto riguarda le polveri sottili, il quartiere Tamburi presenta caratteristiche migliori rispetto agli anni precedenti e non ci sono valori superiori rispetto a quelli previsti dalle norme che rappresentano un elemento di forte incoraggiamento. Il quadro è positivo anche per quanto riguarda le altre matrici, come le acque. Rimangono alcuni problemi dovuti all’inquinamento dei sedimenti e dei suoli nell’area tarantina e delle nuove misure in quella brindisina. Su questo siamo in continua attività. Prosegue l’attività anche per le emissioni di diossina».

Sono emerse nuove emergenze ambientali in questi due ultimi anni?

«Nel 2009 e 2010 non ci sonostate  gravissime emergenze. La situazione, comunque, è da tenere sotto controllo, come per esempio, per le discariche. Siamo molto vigili ed attenti, anche per esempio al trasporto dei rifiuti campani, perché siano rispettati i protocolli».

Prima parlava del caso Ilva. E’ bastato un provvedimento di legge per far rientrare la situazione?

«Beh, siamo passati da una stima di quasi un chilo di diossina all’anno a meno di dieci grammi. Il salto è enorme. C’è una situazione di sostanziale sostenibilità che, però, vorremmo fosse estesa ad altri parametri, come il benzopirene. Per cui ci sono ancora criticità ambientali».

I dati ARPA stimano una significativa riduzione delle emissioni di diossina, mentre rimane alta l'attenzione sul benzopirene

Fra i dati del 2009 e del 2010, quali sono quelli più salienti?

«Sull’area rimane soltanto il problema delle emissioni di Pm10 a  Torchiarolo. Per le altri matrici la situazione è sostanzialmente positiva. Il quadro che presentiamo è indice di una regione che ha lavorato tantissimo e l’ambiente. Questo è documentato sia dall’incremento quantitativo delle nostre attività, sia dai dati qualitativi che sono migliori rispetto agli anni precedenti».

Qual è stata l’attività svolta finora?

«Negli ultimi 5 anni l’Arpa Puglia ha visto un potenziamento sostanziale delle risorse, umane e strumentali, tale da consentire un incremento dell’attività di monitoraggio e di produzione dei dati in termini quantitativi e qualitativi. E’ stato dato un nuovo corso alle attività dell’Agenzia, anche grazie all’adozione nel 2008 di un nuovo regolamento che ha permesso d’implementare servizi e settori: il controllo di gestione che tra gli altri compiti effettua una valutazione periodica ed annuale dell’andamento di produttività, efficienza ed efficacia; la piena funzionalità dell’Info Arpa che fornisce risposte a quesiti di carattere ambientale e sull’attività dell’Agenzia; il potenziamento dei programmi di educazione ambientale che ha visto una vasta partecipazione da parte delle scuole; il potenziamento dei servizi informativi, anche grazie alla rete interna Arpanet ed al nuovo sito. Il potenziamento delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria attraverso la gestione di più reti locali presenti nel territorio, il costante monitoraggio delle acque sia di balneazione sia di transizione, l’attenta analisi dei suoli e dei significativi impatti ambientali degli insediamenti industriali, il controllo dei limiti d’inquinamento elettromagnetico e lo scrupoloso monitoraggio della delicatissima matrice dei rifiuti sono le istantanee dell’attività dell’Agenzia nel 2009».

L’Agenzia, quindi, si è data una nuova organizzazione?

«La nuova organizzazione dell’Agenzia ha anche permesso la ristrutturazione dei dipartimenti provinciali, con l’avvio della rete dei laboratori, dei poli di alta specializzazione e dei laboratori multisito».

Quali saranno le attività future dell’Agenzia?

«Potenzieremo le attività dando sempre maggiore attenzione al monitoraggio dell’area tarantina e dei corpi idrici superficiali che rappresentano un’altra nostra attenzione specifica».

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