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Ambiente, ISTAT: «Migliora la qualità, specie al sud»

Migliorata, rispetto al 2011, la qualità dell’aria. Lo afferma l’ISTAT che oggi, 23 luglio, ha diffuso il suo annuale rapporto sulla qualità dell’ambiente delle città italiane.

Passano da 59 a 52 i capoluoghi in cui si è registrato un allarme, ossia il superamento dei valori limite degli inquinanti (PM10) per più di 35 giorni. In media, sono state operative quasi 2 stazioni di monitoraggio ambientale ogni 100mila abitanti. La maggiore densità di centraline ad Aosta, Mantova, Tortolì, Sondrio, Brindisi, La Spezia e Agrigento; ha operato meno di una centralina ogni 100 mila abitanti a Monza, Napoli, Foggia, Torino, Milano, Roma e Messina. Tre le tipologie di stazioni in attivo: tipo traffico, tipo industriali (presenti in poli produttivi come Terni e Taranto), centraline di fondo.

Il miglioramento della qualità ambientale, osserva tuttavia l’ISTAT, è di minore portata nelle regioni settentrionali. Circa un quinto dei capoluoghi del Nord Italia è rimasto sotto la soglia dei 35 giorni di superamento dei livelli; nel 2011 erano soltanto 8. Un’aria più pulita si respira soprattutto nelle regioni centro meridionali. Al Nord, evidenzia l’ISTAT, permane un quadro sostanzialmente negativo; le regioni meridionali confermano il trend di miglioramento degli ultimi anni.

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