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Ambiente: il “fiume di metalli” sardo protagonista de La Settimana della Terra

Precipitati ocracei del Rio Piscinas

Precipitati ocracei del Rio Piscinas

L’acqua contaminata in Sardegna, eredità dell’attività mineraria una volta presente sul territorio, sarà la protagonista di uno degli appuntamenti di ottobre de La Settimana del Pianeta Terra. Una serie di eventi dal 18 al 25 ottobre dedicati al patrimonio ambientale italiano in cui discutere e sensibilizzare a un più consapevole e rispettoso impiego delle nostre risorse.

«Un “fiume di metalli” da quasi 18 anni fuoriesce dalla galleria Casargiu della miniera abbandonata di Montevecchio (Guspini, Sardegna sud-occidentale) e si riversa a valle verso il mare percorrendo circa 8 km – afferma Franco Frau dell’Università di Cagliari -. Questo fenomeno è la conseguenza della chiusura delle miniere negli anni ’80 e dello spegnimento del sistema di pompaggio delle acque sotterranee che consentiva l’estrazione dal sottosuolo dei solfuri di piombo e zinco».

Le gallerie minerarie hanno favorito la progressiva risalita della falda acquifera fino a quando, nell’inverno del 1997 un fiume d’acqua fortemente contaminata è fuoriuscito in superficie.

«Dalla galleria di Casargiu l’acqua si riversa costantemente da quasi 18 anni nel sottostante Rio Irvi – prosegue Frau -, producendo drammatici effetti sull’intero sistema idrografico. Si osserva infatti l’abbondante precipitazione dei tipici idrossidi di ferro rosso-ocracei e in un tratto del fiume l’inconsueta e spettacolare precipitazione di “green rust”, una fase ferroso-ferrica di colore verde. Inoltre, il Rio Irvi verso valle tende ad assumere un pH acido (pH 4). Una stima del carico di metalli in soluzione riversato giornalmente in mare o comunque nell’area di spiaggia ha fornito i seguenti valori: 900 kg/giorno di Zinco, 1,4 kg/giorno di Cadmio, 5 kg/giorno di Nichel».

Si tratta di metalli pesanti che risultano tossici anche se contenuti in piccole percentuali e che col tempo si sono riversati nelle falde acquifere, nei mari e nei fiumi contaminandone le acque. Durante La Settimana del Pianeta Terra insieme alle geoescursioni e visite ai geositi in tutta Italia ci saranno anche importanti conferenze aperte ai cittadini. Gli scienziati potranno così incontrare la gente per trasmettere informazioni importanti e per dare a tutti l’opportunità di conoscere le attività di ricerca nei vari settori delle geoscienze. È un evento esclusivamente italiano che vede la partecipazione di Musei, Centri di Ricerca, Istituti e Università e in cui più di 700 esperti, ricercatori e scienziati condurranno la popolazione in angoli sconosciuti della nostra Italia. La Settimana del Pianeta Terra, nata da un’idea di Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino e Silvio Seno dell’Università di Pavia, è stata riconosciuta dal MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Per leggere il programma con tutti gli eventi basta visitare il sito web della Settimana Terra.

La Settimana del Pianeta Terra ha organizzato altri due eventi, uno in programma per il 26 Settembre e l’altro per il 24 ottobre. Il primo è un tour sui ghiacciai delle Alpi aperto a tutti i cineoperatori, giornalisti, tv, giornali, agenzie, radio che potranno accreditarsi al Press Tour in programma sul Monte Rosa inviando i loro dati entro le ore 12 del 20 settembre all’indirizzo di posta stampa@settimanaterra.org.

L’accredito comprende gli spostamenti da Milano al Monte Rosa e viceversa e vitto per la giornata del press tour. La data esatta e i dettagli del programma saranno comunicati a breve.

Il secondo è invece in Campania, presso la Villa di Augusto con archeologi giapponesi e italiani che racconteranno cosa è accaduto dopo il 79 d.C. La conferenza stampa degli archeologi napoletani e giapponesi si terrà nella stessa ora e giorno dell’eruzione del 79 d.C. L’accredito comprende anche il viaggio da Roma il 24 ottobre, vitto ed eventuale alloggio. Seguiranno i dettagli del programma che comunque comprenderà conferenza stampa nel sito archeologico con visita dal vivo al sito, evento serale e geoescursione sul fiume lavico del 1944.

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