Ambiente e sostenibilità, firmato il Patto dei Sindaci

Bari e 41 Comuni hanno firmato i Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), per ridurre i cambiamenti climatici

 

Nella sede della Camera di Commercio di Bari, durante l’evento nazionale PAESC: come pianificare, finanziare ed implementare le azioni, organizzato da Segretariato europeo del Patto dei Sindaci, ENEA e Renael, in collaborazione con ISPRA, il sindaco dell’area metropolitana di Bari Antonio Decaro e i 41 Comuni del territorio hanno firmato l’accordo per attuare insieme un documento unico per attuare le stesse pratiche a contrasto del climate change, aggiornate ai nuovi parametri fissati dall’UE per il 2030. Prossimo passaggio è il necessario sviluppo di politiche e programmi per la sostenibilità dei territori e offrire una guida ai Comuni nella fase di transizione e nella preparazione dei loro Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC).

La firma del patto. Primo firmatario è il sindaco della Città metropolitana di Bari Antonio Decaro

«Siamo davanti ad una nuova sfida – ha affermato Antonio Decaro – forse molto più grande di noi: quella di arginare e contrastare almeno in parte i disastri ambientali di cui oggi il pianeta tutto sta risentendo. Abbiamo firmato questo patto oggi per mettere nero su bianco la nostra ferma convinzione che l’impegno da prendere è oggi.

Serve una nostra seria presa di posizione su interventi urgenti che vanno assunti per ridurre l’inquinamento, mettere in sicurezza il territorio e avviare investimenti concreti su politiche alternative per la produzione di energia, per il ciclo della raccolta dei rifiuti, per la mobilità. Abbiamo la possibilità di trasformare le parole in fatti: possiamo acquistare autobus elettrici, efficientare e rendere sostenibili case, scuole, realizzare piste ciclabili e grandi infrastrutture verdi, piantare alberi dove per anni abbiamo costruito strade. Noi sindaci sappiamo prendere impegni e rispettarli, lavorando insieme perché abbiamo capito che insieme siamo più forti e purtroppo i tempi che ci attendono necessitano di una squadra coesa che si dà degli obiettivi e li rispetta. Solo così i cittadini comprenderanno l’urgenza e la necessità di attuare tutti dei cambiamenti, nelle scelte comuni e nei comportamenti individuali».

Un patto atteso da tempo

Parole intense quelle di Decaro che dovrebbero smuovere gli animi, anche di chi è più restio ai cambiamenti e ad ammettere che non c’è più tempo.

Legambiente Puglia accoglie con interesse e favore questa “storica scelta”. I PAESC sono lo strumento per ridurre le emissioni di gas climalteranti del 40% (55% in base alle disposizioni della Comunità Europea) entro il 2030 e un programma d’azione che punti al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nella UE.

«Legambiente – aggiunge Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia ha sempre sostenuto che i PAESC debbano essere tipizzati e contestualizzati in ragione delle caratteristiche e delle criticità dei Comuni interessati se davvero si vogliono raggiungere gli obiettivi richiamati, ma soprattutto i Comuni devono lavorare in sinergia per ambiti territoriali, perché non si può pianificare il futuro di un territorio non tenendo conto di ciò che sta facendo il proprio vicino. Questo soprattutto in riferimento ai Comuni più piccoli che potrebbero lavorare in Unione di Comuni, attraverso i GAL».

Un appunto legittimo quello di Legambiente perché ogni Comune ha le sue caratteristiche morfologiche, ma anche politiche e sociali che influiscono spesso pesantemente sulle scelte amministrative e di gestione della “cosa pubblica”.

 

Tutti i comuni rispettino il Patto

Non si può non considerare che alcuni Comuni del sodalizio, sia quelli che si sono dotati di Piano Urbanistico e sia quelli che non lo sono ancora, stanno attuando scelte decisamente poco “green”, investendo nel cemento, invece che nel verde pubblico. Per esempio, con la perequazione, le volumetrie e le cubature, città come Monopoli stanno facendo scempio di aree verdi, anche periferiche o vicine alle aree urbane. Persino gli ingressi cittadini, prima costeggiati di alberi, sono stati ora addobbati dal cemento dei palazzi. Non si può non considerare anche la situazione del Comune di Polignano che, con la nuova amministrazione, sta protestando in varie sedi per realizzare il Parco di Costa Ripagnola, dopo che la Regione Puglia ha prima istituito il parco, poi ha bloccato i lavori di un resort all’interno e poi ne ha approvato la realizzazione in maniera “velata”. Anche Bari sta cambiando il suo volto, puntando sul verde e sui parcheggi, ma non mancano ombre, come la gestione della mobilità cittadina e alcune scelte ritenute da qualcuno green solo di facciata. Poi, quasi nessun Comune sta facendo i conti con il consumo del suolo edificabile. La Puglia su questo ha la “maglia nera”: basterebbe anche soltanto riqualificare e riutilizzare le aree dismesse e disabitate per evitare inutili consumi.

Sarà dunque molto difficile convincere gli amministratori che dovranno ritornare sui loro passi dopo quanto deliberato o realizzato, andando anche contro ai propri interessi e accordi politici ed economici.

Il Patto è necessario e doveva essere fatto molti anni prima, ma adesso i Comuni saranno pronti a “scendere a patti” e a rispettare patti ben più importanti rispetto a quelli precedentemente accordati?

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