Ambiente e Memoria: dipingere un albero per non dimenticare

In occasione della Giornata della Memoria, l’artista Neirotti realizza a Torino “l’albero del binario 17” per non dimenticare le sofferenze degli ebrei

Come può essere rappresentata fisicamente in Natura la memoria di un luogo o di un evento se non attraverso un albero?

Gli alberi sono un archivio storico naturale poiché al loro interno racchiudono gli eventi di ogni stagione trascorsa. Ogni momento, ogni passaggio, ogni variazione viene “registrata”, lasciando un segno indelebile all’interno del fusto.

Se nei boschi, gli alberi si “appuntano” i passaggi delle stagioni, gli alberi cittadini si segnano gli eventi della storia umana, sia quelli positivi e sia quelli negativi, come testimoni impotenti e inconsapevoli di quanto accade, sono gli osservatori che hanno però la facoltà di ricordare precisamente le azioni dell’umanità.

Gli alberi così diventano monumenti, quadri, fotografie, “biblioteche”, libri che ormai ora in pochi sanno leggere. Ma oggi, gli alberi possono diventare anche tele, manifesti e messaggi che contengono storie che possono essere lette e rilette da tutti.

Un albero per raccontare una storia, per tramandare una storia, per ricordare una storia, per rappresentare una storia. Lo scrittore è l’artista Osvaldo Neirotti. Classe 1969, Neirotti è l’unico artista al mondo che dipinge il fusto degli alberi, per sensibilizzare, per educare e per far apprezzare l’ambiente attraverso l’arte. Davanti alla stazione ferroviaria, in zona Porta Nuova a Torino, ha realizzato l’opera “L’albero del binario 17. Per non dimenticare”.

L’opera intende ricordare una delle pagine più tristi della storia umana. Dal binario 17 partivano i convogli carichi di ebrei che venivano portati nei campi di concentramento, per non fare più ritorno.

«In occasione della Giornata della Memoria – spiega Neirotti – ho ricoperto con il colore grigio parte del fusto del grande albero posto in corso Vittorio Emanuele all’angolo con Porta Nuova, disegnandovi un filo spinato, quale simbolo di quella prigionia, di quelle morti che nessuno di noi potrà mai dimenticare».

Le installazioni dell’artista consistono nell’utilizzare il fusto degli alberi come una tela. Neirotti ricopre il fusto di un albero cittadino – ad oggi ha dipinto più di 28 alberi – con colori naturali e disegni, scegliendo temi contemporanei, come la tutela dell’ambiente, il fumo, i diritti delle donne e degli omosessuali, la salvaguardia della qualità della vita di tutti gli abitanti della città.

In questo caso, “L’albero del binario 17” ricorda il dolore e la sofferenza dell’olocausto, la deportazione, l’orrore, il silenzio, il sonno della ragione, le leggi razziali, le camere a gas, le cavie umane, gli esperimenti pseudoscientifici, l’annichilimento dell’essere umano, la crudeltà, la perdita della dignità, il male assoluto che nessuno può e deve mai dimenticare.

Alla cerimonia di presentazione dell’opera hanno partecipato le istituzioni e il presidente della Comunità ebraica, Dario Disegni.

Solo un albero può conservare così a lungo il ricordo di una sofferenza così profonda che ha cambiato la nostra percezione del male, solo un albero po’ aiutarci a non dimenticare ciò che è stato, solo un albero rappresenta la vita e la rinascita e solo un albero può insegnarci a costruire un mondo migliore su basi solide.

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