Input your search keywords and press Enter.

Ambiente e manovra economica (2)

Dopo aver sinteticamente riassunto le principali disposizioni (leggi Manovra economica cosa cambia a proposito di ambiente) e tracciato a grandi linee gli interventi della Legge Finanziaria 2011-2012 in tema di ambiente, diventa importante analizzare gli articoli che modificano drasticamente l’indotto.  

<p>un impianto fotovoltaico realizzato su un edificio</p>

un impianto fotovoltaico realizzato su un edificio

L’articolo 45 è ancora al centro delle polemiche che stanno accompagnando l’approvazione della L.f. perché abroga con azione retroattiva le norme introdotte dalla Finanziaria 2008 che obbligava il gestore per i servizi elettrici (GSE) ad acquistare i certificati verdi invenduti fino al 2011.

Il certificato verde, si legge sul sito della GME (la società controllata dalla GSE) è: “una forma di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Infatti, secondo quanto disposto dalla legge 244/07 (L.f. 2008), la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in impianti entrati in esercizio o ripotenziati a partire dal 1° aprile 1999 e fino al 31 dicembre 2007, ha diritto alla certificazione di produzione da fonti rinnovabili (certificato verde) per i primi dodici anni di esercizio.

<p>il certificato verde nasce per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili</p>

il certificato verde nasce per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in impianti entrati in esercizio o ripotenziati a partire dal 1° gennaio 2008, invece, ha diritto alla certificazione di produzione da fonti rinnovabili per i primi quindici anni di esercizio”.

Sempre sullo stesso sito si legge, in merito al ritiro dei certificati verdi con validità triennale (CV): “a partire dal 2008, entro giugno di ciascun anno, il GSE, su richiesta del produttore, ritira i CV in scadenza nell’anno ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere l’obbligo.

<p>A Villa Borhese è stato inaugurato il Parco tecnologico sull'Eolico</p>

A Villa Borhese è stato inaugurato il Parco tecnologico sull'Eolico

A tal fine il prezzo medio annuale è quello relativo alle contrattazioni di tutti i CV indipendentemente dall’anno di riferimento scambiati l’anno precedente (sulla borsa del GME o con contratti bilaterali). Al fine di garantire graduale transizione dal vecchio ai nuovi meccanismi incentivanti e non penalizzare gli investimenti già avviati, nel triennio 2009-2011, entro il mese di giugno, il GSE ritira, su richiesta dei detentori, i certificati verdi rilasciati per le produzioni, riferite agli anni 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, con esclusione degli impianti di cogenerazione abbinati a teleriscaldamento di cui all’art. 9, comma 2, lettera b) del DM 18/12/2008. La richiesta di ritiro è inoltrata dal detentore al GSE entro il 31 marzo di ogni anno del triennio 2009-2011. Nel 2009 il GSE ritira i CV del 2006, 2007 e 2008 al prezzo medio di mercato del triennio precedente all’anno nel quale viene presentata richiesta di ritiro”. Il meccanismo di ritiro dei CV in vigore era il seguente: rispetto ad una domanda annua dei produttori di energia da fonti rinnovabili che si aggira mediamente sui 7 TWh (TeraWatt ora), il GSE emetteva ogni anno certificati verdi per 11 Twh. Questo meccanismo dava uno scarto positivo tra offerta e domanda. Così come formulato, l’art. 45 rischia di bloccare tutti gli investimenti in corso di finanziamento nel settore delle rinnovabili che negli ultimi due anni è stato il volano per la crescita occupazionale in tutta Italia che nel solo comparto dell’eolico, secondo i dati di Uil-ANEV relativi al 2009, occupava circa 25.000 lavoratori in tutto l’indotto.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *