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Ambiente e legalità – 2 – Bari, nasce “L’albero che non c’è”

La Regione Puglia ha sempre tenuto sotto considerazione l’importanza di costruire presidi della legalità «per sostenere -puntualizza l’Assessore alle Politiche Giovanili Nicola Fratoianni- i processi di coesione sociale e consenso intorno alla cultura della legalità, proponendo elementi di “densità sociale” in contesti territoriali ad alta densità criminale». Sotto questo auspicio, nasce il progetto L’Albero che non c’è del Comune di Bari, le cui attività sono state affidate per 11 mesi all’ATS costituita dalla Cooperativa Sociale CAPS, dall’Associazione UNISCO e dal Consorzio Meridia.

Ieri presso il Centro di Ascolto per le famiglie di Japigia, tutti gli attori partecipanti a questo progetto hanno avuto modo di dialogare nel contesto di un workshop organizzato dall’assessorato comunale al Welfare la cui finalità, spiega Franco Lacarra, funzionario responsabile del progetto per il Comune di Bari, è stata quella di «mettere a sistema le iniziative e  armonizzare gli interventi in un’ottica di rete e collaborazione tra i diversi soggetti gestori di servizi rivolti agli adolescenti». Grazie ai fondi europei del PON FESR “Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007 – 2013”, volto a contenere gli effetti delle manifestazioni di devianza, è stato finora possibile fornire a ragazzi tra i 15 e i 18 anni residenti nel Comune di Bari e a ragazzi tra i 15 ed i 21 anni transitati nel circuito penale uno strumento di coesione della comunità e di rafforzamento della legalità nel territorio attraverso la riqualificazione di due beni confiscati alla criminalità organizzata e trasformati in Centri Servizi: un Centro Risorse, in piazza San Pietro (nella foto) nel borgo antico e una Comunità di Prima Accoglienza nel quartiere Japigia in via Natale Lojacono.

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