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Ambiente e governance del territorio

politiche ambientaliPer tutelare ambiente, risorse, salute, lavoro, attività d’impresa, oggi sono necessarie una appropriata governance del territorio e la corretta applicazione di leggi ad oc: una forma di protezione anche per le generazioni future.

Questo in sintesi l’argomento del testo “Governance del territorio e tutela dell’ambiente: sociologia del fenomeno burocratico”, dedicato alle politiche ambientali tra vecchi e nuovi scenari, i cui autori sono il Prof. Roberto Varricchio, l’Avv. Roberto Francesco Iannone, il Dott. Paolo Iannone e la Dott.ssa Wanda Giannelli.

Il soggetto del libro è stato anche il tema del convegno che si è svolto nei giorni scorsi nella sala delle lauree intitolata al Prof. Gaetano Contento, alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

«Il tema ambiente oggi, nel solco della vicenda ILVA, rappresenta un momento di conflitto tra interessi tutelati dalla Costituzione: salute, lavoro, attività d’impresa e ambiente», ha spiegato il Dottor Paolo Iannone.

La necessità di trovare un punto di equilibrio tra i suddetti diritti senza annullarli è stata oggetto del dibattito. (nella foto in alto da sinistra, l’On. Domenico Lomelo, Prof. Roberto Varricchio, Avv. Roberto Iannone, Dott. Paolo Iannone)

Da un lato, l’Avv. Roberto Francesco Iannone ha sottolineato l’opportunità di far convivere il connubio tra ambiente e mercato e dall’altro il Prof. Roberto Varrichio ha evidenziato una responsabilità sociale degli Enti locali nella governance del territorio.

In questa prospettiva, il Dott. Paolo Iannone ha sostenuto «la necessità di introdurre i cosiddetti punitive damages (danni punitivi) nella nostra tradizione giuridica di civil law ponendo in dubbio il sistema risarcitorio previsto nel nostro ordinamento nell’ambito del danno ambientale».

A ben vedere, ha concluso Paolo Iannone, «l’apertura concettuale ai “danni punitivi” non pare impossibile in una materia che per vocazione si ispira a principi di prevenzione e precauzione, laddove emerge un’esigenza pressante che solo compiuti sistemi di governance del territorio possono contribuire ad assolvere». 

Il dibattito si è inoltre incentrato sul ruolo del legislatore italiano che nel corso degli anni si è reso protagonista di una frattura con le politiche ambientali dell’Unione Europea.

In conclusione, i principi di precauzione, sostenibilità ambientale, “chi inquina paga”, non devono rimanere confinati nei proclami e formalmente accettati da tutti gli Stati.

«Quando ci si imbatte in questi principi bisogna rendere effettiva l’applicazione degli stessi».

Dottor Paolo Iannone, come mai in Italia, dopo che nel resto d’Europa si è fatto molto, siamo rimasti fermi a quello che ci hanno lasciato in eredità i nostri padri costituenti nel 1948?

«Abbiamo dovuto attendere più di cinquant’anni per avere, nel 2001, una modifica all’articolo 117, quindi nemmeno ai principi fondamentali della Costituzione, affinché si introducesse una rubrica “Tutela dell’Ambiente e dell’Ecosistema”. Io credo che preservare, tutelare un ambiente salubre deve essere un obiettivo comune. Io spero che la riforma legislativa, che c’è stata il 23 maggio scorso, la numero 68 che ha introdotto l’illecito ambientale al Codice Rocco, sia solo il primo passo di quello che devono rappresentare le successive riforme, attraverso opere serie e rigorose, di norme atte a preservare la salute e la tutela di un ambiente salubre».    

(Cacucci Editore Bari – 12.00 €)

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