Ambiente e biodiversità in Costituzione. Il Senato approva

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Convegno al Senato venerdì 26 novembre

WWF: “Siamo ad un passo da una riforma storica”. Attesa la votazione alla Camera

Il Senato della Repubblica ha approvato a maggioranza assoluta, con 218 voti favorevoli, 0 contrari e 2 astenuti, la modifica dell’articolo 9 della Costituzione che prevede l’inserimento, tra i princìpi fondamentali, della tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. L’articolo attualmente recita ” La Repubblica promuove lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” e, su proposta del senatore pentastellato Gianluca Perilli, relatore del disegno di legge, introdurrà il seguente comma: “La Repubblica tutela l’ambiente e l’ecosistema, protegge le biodiversità e gli animali, promuove lo sviluppo sostenibile, anche nell’interesse delle future generazioni“.

Per il WWF si tratta di un segnale importante che arriva proprio quando i grandi del Mondo sono riuniti per definire strategie e decisioni così importanti per il futuro del nostro Pianeta.

“Non può esserci futuro senza un ambiente sano e tutelato”, dichiara il WWF in una nota. La modifica dell’art. 9 è una battaglia storica del WWF, unica associazione ad aver partecipato alle audizioni parlamentari che hanno dato avvio all’iter che ora sta per concludersi.

Un iter complesso

Il Disegno di Legge di riforma costituzionale dell’art. 9 aveva già avuto una prima approvazione in Senato nello scorso giugno, quindi il 12 ottobre dalla Camera dei Deputati, senza alcuna modificazione. Dal momento che si tratta di una legge di revisione della Carta Costituzionale, sono necessari 4 passaggi – 2 alla Camera, 2 al Senato, ad intervallo non inferiore ai tre mesi per ciascuna Camera – per la sua definitiva approvazione, che deve essere a maggioranza assoluta in entrambe le seconde votazioni.

Il DDL che contiene la proposta di modifica dell’art. 9  prevede la modifica anche dell‘art. 41, nella parte dedicata ai “diritti e doveri dei cittadini”, introdicendo i seguenti incisi (in grassetto, n.d.r.):

  1. L’iniziativa economica privata è libera.
  2. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
  3. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.

Il prossimo passo sarà il voto della Camera che dovrà approvare il provvedimento anch’essa a maggioranza assoluta dei componenti, come indicato dall’art. 138 della Costituzione secondo cui “non si fa luogo a?referendum?se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”.

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