Ambiente e biodiversità entrano nella Costituzione

costituzione italiana-gazzetta ufficiale

L’approvazione in Senato della modifica dell’articolo 9 della Costituzione italiana e l’introduzione del concetto di tutela di ecosistemi, biodiversità e animali, nell’interesse delle future generazioni apre nuovi scenari nel rapporto dello Stato con l’Ambiente

E’ stato definito un primo passo storico e in effetti lo è, perché non capita tanto spesso di modificare un articolo della Costituzione italiana – e per giunta uno dei primi 12, vale a dire i più importati – con un consenso pressoché unanime, almeno in uno dei due luoghi sacri , vale a dire il Senato, che decidono il percorso che lo Stato italiano percorre. L’articolo che verrà modificato nella carta costituzionale è il 9, che attualmente recita ” La Repubblica promuove lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” e, su proposta del senatore pentastellato Gianluca Perilli, relatore del disegno di legge, introdurrà il seguente comma: “La Repubblica tutela l’ambiente e l’ecosistema, protegge le biodiversità e gli animali, promuove lo sviluppo sostenibile, anche nell’interesse delle future generazioni“.

Proteggere l’ambiente “imperativo morale” dello Stato italiano

PERILLI GIANLUCA
Il senatore Gianluca Perilli, relatore del DDL che modifica l’art. 9 della Costituzione

La modifica è stata approvata con 224 voti favorevoli (con grande entusiasmo M5s, che per primi hanno sollevato la questione, Pd e Forza Italia), nessun voto contrario e 23 astenuti, tutti di Fratelli d’Italia e di Azione. Ma l’esito definitivo, pur se appare scontato è appena agli inizi perché il DDL ha bisogno dell’approvazione della Camera e, dato che si ratta di un DDL costituzionale, avrà bisogno di 4 letture, cioè di 4 passaggi, ovviamente dall’esito positivo.

Dunque la tutela dell’ambiente diventa legge e imperativo dei doveri fondamentali dello Stato e non un intento che persone e organismi di buona volontà perseguono.

La mancanza di un riferimento organico all’ambiente in Costituzione era stata notata da tempo. Nel 2001 la riforma del titolo V della inseriva un riferimento all’ambiente ma attribuiva esclusivamente alla competenza dello Stato « la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali», ma alla resa dei conti ammetteva la competenza dello Stato a legiferare su una materia di enorme rilevanza senza che questa fosse inserita tra i diritti o tra i principi fondamentali della Costituzione. «L’Italia peraltro – spiegava Perilli nella presentazione del ddl –  con la riforma del 2001 ha recepito l’indirizzo europeo che già inseriva un espresso riferimento alla tutela del­ l’ambiente nell’Atto Unico europeo del 1987. Più di recente questa impostazione è stata sviluppata anche dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea».

Gli altri articoli della Costituzione

E questa tanto attesa modifica si porta appresso l’implicita riflessione su un paio di altri articoli della Costituzione, il 32, che riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività,  e il  41, dove si afferma che l’iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. e al quale tra poco, per dettato costituzionale bisognerà dare un’interpretazione più complessiva e più “moderna”, attenta al ruolo che lo Stato deve esercitare nell’indirizzare e coordinare le attività a fini ambientali. Del resto lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi, nelle sue dichiarazioni programmatiche si era impegnato a favorire questa decisiva riforma per l’inserimento in Costituzione della tutela dell’ambiente, oltre che del concetto di sviluppo sostenibile.

WWF: concludere l ‘iter entro fine legislatura

“Ora ci auguriamo che la Camera approvi il testo con altrettanta rapidità e che l’intero iter si concluda entro la fine della Legislatura”. Con queste parole il WWF saluta l’approvazione in Senato della modifica, ma non dimentica  che tale definitiva approvazione ha bisogno di una sempre maggiore attenzione della legislazione ordinaria, statale e regionale alla tutela ambientale. L’associazione del panda – che  ha partecipato ai lavori in Commissione Affari Costituzionali del Senato –  inoltre ricorda che il passaggio in Senato è in linea con le vigenti norme europee. Forse non è un caso perciò che questo primo sì sia arrivato a ridosso della procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea  contro l’Italia , sanzionabile perché ad oggi non protegge “adeguatamente” gli habitat naturali e le specie minacciate, come previsto dalle direttive Ue sull’habitat e da quella sugli uccelli.

Commissione ambiente, L’Abbate: “tutela concreta ed equa per le attuali e le future generazioni”

senato
Il Senato ha approvato la modifica dell’art. 9 con 224 voti favorevoli e 23 astenuti

Di “svolta a livello culturale, in una società sempre più attenta e consapevole del valore della nostra Terra, come bene da proteggere e salvaguardare al pari di altri diritti imprescindibili” e di “questione sempre più urgente e rilevante, soprattutto, per le future generazioni” parla la presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Alessia Rotta (Pd). Ma forse l’intervento più appassionato è quello tenuto in Aula dalla senatrice del Cinque Stelle e componente della commissione Ambiente, Patty L’Abbate. «Il diritto all’ambiente – ha sottolineato – è ormai da anni al centro di un vivace dibattito a livello globale, ed è tutelato in modo esplicito all’interno di numerose direttive comunitarie, come la nuova Carta costituzionale europea, e la maggior parte delle costituzioni degli Stati aderenti all’Unione europea e di altri Stati nel mondo. Ad oggi, su 193 costituzioni, 149 contemplano norme che definiscono i princìpi e i valori per la tutela dell’ambiente. La nostra Costituzione, pensata in un’epoca in cui non esisteva ancora la consapevolezza sulla difesa della natura e del territorio, non definisce il concetto di bene ambientale, né contiene alcun riferimento diretto a situazioni legate alla necessità dell’individuo e della collettività di vivere in un ambiente integro e salubre». E garantendo la prosecuzione della mission dei 5stelle verso la transizione ecologica, L’Abbate ribadisce  «Ma in modo reale, quella che tutela concretamente le risorse naturali e l’ecosistema e che allo stesso tempo elimina le fonti fossili, per abbattere i gas serra, per evitare che gli inquinanti creino danno alla salute dei cittadini e alla resilienza dei territori. L’Ambiente nella Costituzione – ha concluso la senatrice – è condizione e presupposto affinché la tutela sia concreta ed equa per le attuali e le future generazioni»

Animali in Costituzione, traguardo vicino

La modifica dell’art. 9 introduce anche la tutela degli animali. Anche l’OIPA l’Organizzazione internazionale protezione animali, auspica tempi rapidi  per la riforma con l’approvazione del provvedimento da parte della Camera.

« Sancire in Costituzione che la  Repubblica “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e che “la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali” è un segno di maturità e di coscienza giuridica», commenta il presidente Oipa, Massimo Comparotto. «Nella parte riguardante gli animali è una riforma in linea con il Trattato di Lisbona del 2007, che li riconosce come “esseri senzienti”».

 

Articoli correlati