Ambiente, difendiamo i “patriarchi”

La leggenda racconta che i rami di questa Quercia Vallonea nascosero all'esercito nemico cento cavalieri a cavallo

Da nord a sud per difendere e salvare gli alberi secolari e le piante antiche dell’Italia: è la mission dell’associazione “I patriarchi della natura in Italia”, costituita nel 2006 su iniziativa di alcuni naturalisti romagnoli che da tempo erano impegnati nel monitoraggio degli alberi monumentali ma che si sta sviluppando in tutto il territorio nazionale. Il sodalizio, persegue la tutela del patrimonio ambientale e culturale del territorio attraverso una chiave di lettura originale, i “patriarchi arborei” appunto, veri monumenti della natura che racchiudono negli anelli del legno il segreto della longevità. L’esperienza è partita in seguito ad una mostra realizzata presso l’Accademia dei Georgofili a Firenze. L’archivio contava già 4mila “patriarchi” d’Italia mentre oggi è di 9 mila, di cui 500-600 pugliesi. La Puglia, in tal senso, si è già dotata di uno strumento legislativo di tutela degli ulivi secolari. La legge regionale 14/2007 sulla tutela e valorizzazione di questi “patriarchi pugliesi” (di cui il nostro magazine si è già occupato, clicca qui per leggere l’articolo), infatti, ne stabilisce i requisiti (un tronco d’ulivo all’altezza di un metro e trenta deve avere almeno un metro di diametro, oppure alberi con forma scultorea alveolare o cavata sempre all’altezza di un metro e trenta devono avere un diametro di almeno 70 centimetri) e le norme di tutela.
L’attività dell’associazione è prevalentemente di divulgazione, ricerca, documentazione, promozione e valorizzazione dell’ambiente e della cultura rurale, con particolare riguardo ai vecchi alberi del territorio nazionale ed a tutto ciò che sta loro “intorno”, compresi gli aspetti storici, culturali e paesaggistici del territorio e delle comunità locali. Particolare attenzione è riservata alla conoscenza delle vecchie piante da frutto ed alla tutela della biodiversità rurale, anche per la conservazione di antiche varietà che spiega il presidente, Sergio Guidi “hanno resistenza, caratteristiche di resistenza climatica e parassitaria e sono i frutti reali per un’agricoltura sostenibile del futuro. Queste specie di piante devono essere salvate e per farlo occorre conoscerle”.
Le principali iniziative consistono nella organizzazione di conferenze, convegni, mostre tematiche, nella realizzazione di ricerche e censimenti sul territorio, nella pubblicazione di articoli, libri (“I patriarchi. Itinerari turistici per scoprire gli alberi secolari della Romagna” e  “Patriarchi vegetali. Un patrimonio da salvare”) e altro materiale divulgativo, nella raccolta di informazioni e dati, interventi diretti di salvaguardia di vecchi alberi, in particolare attraverso la sensibilizzazione dei proprietari e delle istituzioni pubbliche.

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