Ambiente: aree potette minacciate, Bruxelles minaccia sanzioni

Naviglio di Melotta, ricco di biodiversità: la Provincia di Cremona, ente gestore dell’area protetta, ha autorizzato la pesca sportiva

Per difendere specie rare o a rischio estinzione, nel nostro Paese sono stati istituiti i cosiddetti siti “Natura 2000”: una rete costituita da Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati membri dell’UE, secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat.

La tutela di queste aree protette è affidata agli enti locali; che non sempre adottano decisioni appropriate alla salvaguardia dell’ecosistema del sito, tanto che alcuni di essi sono perfino teatro di esercitazioni militari non autorizzate, come nel poligono di tiro che ricade nel SIC di Torre Veneri a Lecce, oppure la riserva Naviglio di Melotta, tra Brescia e Lodi, dove una dozzina di laghetti di particolare bellezza e ricchi di biodiversità, nei quali la Provincia di Cremona, ente gestore dell’area protetta, su richiesta della proprietà ha autorizzato la pesca sportiva, prima vietata.

Sugli illeciti relativi alla mancata tutela di siti protetti della rete Natura 2000 e in seguito alle molteplici denunce, Bruxelles conduce l’indagine EU Pilot 6730/14/ENVI «diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat» e minaccia sanzioni.

Facendo seguito all’inchiesta dell’Espresso, secondo cui si sarebbero verificati «… interventi autorizzati senza considerare l’impatto sulle zone protette, altri che hanno ricevuto “parere favorevole senza certezza che il progetto fosse privo di effetti pregiudizievoli”, in alcuni casi alcuni addirittura “approvati nonostante l’accertata incidenza negativa”. Insomma, “in Italia vi è un problema di natura sistematica nell’applicazione” delle direttiva europea sull’ambiente. E lo conferma il fatto che varie violazioni hanno portato “spesso al degrado dei siti Natura 2000”. Di qui l’invito a intervenire presso le regioni “al fine di impedire un ulteriore degrado…”», l’on. Salvatore Matarrese ha chiesto un question time al ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti.

A seguire la risposta scritta pubblicata Giovedì 30 luglio 2015 nell’allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente) 5-06196.

«In considerazione dell’ampia tematica posta, si riferisce sinteticamente sui diversi argomenti.
Molte delle segnalazioni trasmesse ai Servizi della Commissione Europea afferiscono a situazioni particolarmente datate e ormai concluse, in quanto da tempo a conoscenza di questo Ministero che è intervenuto nelle varie sedi per un superamento delle criticità.
Altre problematiche afferiscono invece a casi di illeciti, e come tali oggetto di azioni giudiziarie.
Relativamente alla segnalazione di progetti approvati in assenza della procedura di Valutazione di Incidenza, di cui all’articolo 6 della Direttiva 92/43/CEE Habitat, le risposte fornite dalle autorità territorialmente competenti hanno invece documentato l’ottemperanza a tale procedura.
Lo scopo della segnalazione all’origine dell’EU PILOT 6730/14 è principalmente quello di far emergere alcune criticità che questo Ministero ha comunque rilevato da tempo e sulla base delle quali ha indirizzato le proprie strategie.
Un aspetto riguarda i casi nei quali emerge la necessità di una maggiore specializzazione tecnico scientifica, sia da parte degli estensori degli Studi di Incidenza e sia da parte di componenti le Commissioni valutatrici.
Pertanto, la problematica principale non afferisce al rispetto procedurale, ormai inequivocabile, bensì alla qualità delle documentazioni.
A seguito delle risposte fornite dal Ministero ai Servizi della Commissione Europea, sono pervenuti i ventuno «suggerimenti» citati nell’interrogazione, finalizzati alla condivisione di azioni migliorative per le quali i rappresentanti della CE sono disponibili ad un confronto costruttivo.
Per quanto espresso, allo stato non sussiste alcun elemento che possa preludere all’avvio di una nuova procedura d’infrazione.
Riguardo ai presunti casi di inottemperanza, sono pervenute le risposte delle regioni Abruzzo, Lazio (PdG Rifiuti), Lombardia (Cave Danesi), Sardegna (Aeroporto di Cagliari assoggettato a VIA Statale), Campania (Eolici), Toscana (Cave nelle Alpi Apuane e comune di Monticiano), che hanno chiarito i livelli procedurali svolti e il rispetto della Valutazione di Incidenza che, se inclusa in iter endoprocedimentale, non risulta adeguatamente comprensibile da parte dei denuncianti, in assenza di approfondimenti.
In relazione ai poligoni militari all’interno dei siti Natura 2000, sono in corso di approvazione specifici disciplinari d’uso, tra il Ministero della Difesa e le regioni interessate, fondati su puntuali prescrizioni riguardanti il rispetto delle Direttive Habitat e Uccelli, mediante Valutazione di Incidenza.
Tra le ultime iniziative avviate dal Ministero dell’Ambiente si segnala il confronto con i rappresentanti della Conferenza Stato regioni per un perfezionamento normativo dell’articolo 6 della Direttiva Habitat».

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