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Alunni ecosostenibili (e premiati)

Le scuole primarie Giuseppe Giacosa di Settimo Torinese, Giuseppe Perotti di Torino e Silvio Pellico di Chieri sono le vincitrici del concorso Una città sostenibile (La città in cui vorremmo vivere, promosso da Self – azienda piemontese specializzata nella distribuzione di prodotti per il Fai da Te–  per diffondere e promuovere l‘educazione ambientale. A ogni scuola è andato un premio di mille euro in servizi o prodotti della catena Self per l’abbellimento dell’edificio scolastico.

Il concorso ha coinvolto le classi quarte di 13 istituti di Torino, Settimo, Moncalieri e Chieri e si è sviluppato in varie fasi. In un primo momento, le classi sono state coinvolte in incontri sulle diverse fonti di energia rinnovabili attraverso video multimediali, esperimenti e giochi coordinati da animatori e divulgatori scientifici. Gli allievi si sono poi cimentati nella realizzazione della “Città sostenibile”, seguendo i tutorial sul sito Self  e personalizzandola con carta, matite, tempere, colori ad olio, gessetti e materiali di riciclo come scatole, contenitori delle uova, tappi in sughero, bottoni, pigne, lana e materiale tessile, gommapiuma, ecc.

alunni Scuola Giuseppe Giacosa_Settimo Torinese

La città ecosostenibile proposta dalla Scuola Giuseppe Giacosa di Settimo Torinese

Gli alunni della classe 4A della scuola primaria Giacosa di Settimo Torinese hanno realizzato la loro idea di città sostenibile ispirandosi al famoso Bosco Verticale di Milano. Hanno così scelto di realizzare palazzi che si sviluppano in verticale, circondandoli con prati, e installando piante e vasi sui balconi. Nella città c’è ovviamente spazio anche per il municipio, l’ospedale, la scuola, la fabbrica, il cinema, il parco, la giostra e i giardini per i bambini.

La 4B della scuola primaria Perotti di Torino ha realizzato il suo modello di città sostenibile includendovi case, una scuola, il municipio, l’ospedale, piste ciclabili, impianti sportivi e una ruota panoramica. Non mancano aiuole, prati, giardini pensili e giardini verticali. La serra, la fabbrica e i lampioni delle strade sono alimentati con i led, gli edifici pubblici con fonti rinnovabili per dare un esempio virtuoso, come dicono i bambini. Gli alunni hanno inoltre riflettuto su un’altra fonte di energia che non deve mancare in una città sostenibile: l’impegno, la partecipazione, i progetti per il bene comune, la cooperazione e la capacità di avere una veduta d’insieme.

Scuola Silvio Pellico_Chieri

“Chieropoli”, a cura della Scuola Silvio Pellico, di Chieri

La città sostenibile ideale realizzata dalla 4B della Silvio Pellico di Chieri è, invece, Chieropoli, suddivisa in quattro quartieri, con una zona industriale e un centro storico dove trovano posto servizi di base come il comune, la scuola e l’ospedale, ma anche un teatro, un museo e un cinema. Nella città ci sono anche i bar, il centro commerciale, i giardini, la stazione e un simpatico treno fatto con i tappi di sughero. Per un corretto smaltimento dei rifiuti, ci sono poi appositi cassonetti dell’immondizia per la raccolta differenziata.

Nei tre progetti, seconda del tipo di energia necessaria per l’illuminazione o il movimento delle giostre, gli alunni hanno scelto di utilizzare piccoli pannelli solari attivati con la luce di una pila, pile costruite utilizzando l’acidità dei limoni o dinamo.

Infine, ogni classe ha realizzato un video per descrivere la “Città sostenibile” realizzata. Una giuria di esperti ha poi valutato gli elaborati migliori tra le scuole dei comuni partecipanti e selezionato i tre che meglio hanno saputo esprimere le relazioni tra energia, uomo e ambiente nella realizzazione del modellino della “Città sostenibile”.

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