Un’altra lontra investita, il WWF ribadisce l’allarme sulla “strada assassina”

La lontra investita sulla Sp 141

Lontre, ma non solo. Sulla strada provinciale 141 sono sempre più numerosi i ritrovamenti di animali investiti. E il WWF Foggia lancia nuovamente un allarme, rimasto inascoltato da anni

E’ la sesta lontra ritrovata in due anni. Investita, sulla strada provinciale 141, amaramente ribattezzata “la strada assassina”. Perché  «quasi ogni giorno in zona troviamo un animale morto». La denuncia arriva dal WWF Foggia. E’ il suo presidente, Maurizio Marrese, a riportare – ancora una volta – il tema al centro dell’attenzione. Lo fa all’indomani dell’ennesimo ritrovamento «di uno degli animali più belli d’Italia, grazie a una segnalazione di un abitante sensibile».

I dubbi e le proposte

E sensibile, ma in tutt’altro senso, è anche la strada ‘delle Saline’. Una strada messa in sicurezza quasi nove anni fa ma sulla quale il WWF ha da sempre posto perplessità.  Basta rileggere la nota stampa dell’associazione, datata luglio 2012: “Le modalità d’intervento previste per i lavori di ammodernamento della strada, consentendo di percorrerla a velocità più elevata, potranno aumentare i pericoli invece di diminuirli, soprattutto in corrispondenza del tratto compreso tra il ponte sul Candelaro e l’Oasi WWF Lago Salso. Diverse sono state, inoltre, le osservazioni che l’associazione del Panda ha fatto pervenire alla Provincia di Foggia, rimaste purtroppo, alla luce dei fatti, inascoltate”.  Circa un decennio dopo, le perplessità non sono mutate. E troppe volte i volontari, assieme a ai Carabinieri Forestali dell’oasi Lago Salso e l’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Foggia, sono costretti a confrontarsi con tristi scene.

Gli incidenti

«Resta purtroppo una strada assassina – sottolinea Marrese – e in questi anni abbiamo costantemente registrato la morte dovuta a impatto con automezzi di vari animali. La prima lontra trovata investita è state nel 2018. ma è una sorte toccata anche al tarabuso, la ghiandaia marina, i tassi, le lepri, tante specie di uccelli ma anche specie meno rare come ratti, cani, gatti, gabbiani. Quasi ogni giorno troviamo un animale morto e sono rimasti inascoltati gli appelli lanciati con proposte dal Centro Studi Naturalistici Onlus e dal WWF».

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La zona

L’Oasi Lago Salso (Foto oasilagosalso.com)

Manca la messa in sicurezza, «nonostante – ribadisce Marrese – sia una strada che attraversa le zone umide sipontine dall’oasi Laguna del Re fino alle Saline di Margherita di Savoia e ben tre foci di torrenti, ovvero Candelaro, Cervaro e Carapelle».

Tra le proposte sempre valide, quella di una pista ciclabile: «Non è stata prevista, eppure si sarebbe potuta collegare a quella già esistente delle Saline. Oltre che consentire l’accesso all’Oasi Lago Salso da parte dei cicloturisti, sarebbe stata un sicuro vantaggio anche per le migliaia di villeggianti della riviera sud che avrebbero potuto raggiungere Manfredonia in piena sicurezza». E ancora: la realizzazione di «barriere laterali di protezione che non permettano alla fauna selvatica di andare in strada, con veri e propri passaggi obbligati».

Gli alberi

La strada realizzata, inoltre, ha comportato l’abbattimento di numerosi alberi di alto fusto che non sono stati sostituiti da nuove piante. E la segnaletica installata non fornisce indicazioni sulle attrattive naturalistiche della zona, come ad esempio l’Oasi Lago Salso.

L’appello

E allora, a chi rivolgersi? «Con un Parco Nazionale del Gargano ormai assente da più di un anno – lamenta Marrese -, facciamo appello al mondo politico e a chi ha voglia di ascoltarci.  Dopotutto la Capitanata sarà inondata di finanziamenti (es. CIS), ma almeno una volta utilizziamoli bene».

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