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Alpi: cambia il clima, cambia il turismo

Francia, Slovenia, Italia, Austria, Germania e Svizzera: questi i paesi coinvolti nel progetto ClimAlpTour, finanziato dall’Ue. Sono 22 località dell’arco alpino che hanno partecipato allo studio europeo, nato con l’obiettivo di analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sul turismo della regione alpina. «Le Alpi sono una regione estremamente vulnerabile rispetto ai cambiamenti climatici, con modifiche più evidenti rispetto ad altre zone del Pianeta», spiega Stefano Balbi, ricercatore dell’Università Cà Foscari di Venezia in economia ambientale, che ha seguito il progetto anche come referente del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC). «Per questo – aggiunge Balbi – si parla delle Alpi come di un indicatore utile per anticipare le tendenze del fenomeno a livello globale». Eccezioni a parte, le temperature delle Alpi sono aumentate mediamente di quasi il doppio rispetto a quelle globali. La conseguenza visibile nell’immediato, fra il 2030 e il 2050, sarà data dall’impossibilità di contare sulla stagione invernale e sullo sci in particolare come risorsa economica, specialmente alle quote più basse. Il settore turistico è fondamentale per l’economia dell’arco alpino: secondo i dati dell’organizzazione mondiale del turismo ogni anno visitano la regione oltre 100 milioni di persone, mentre gli sport invernali rappresentano la principale attrazione turistica. Inoltre l’agenzia europea dell’ambiente sottolinea come l’industria legata la turismo invernale porti quasi 50 miliardi di euro di fatturato annuo e offra fra il 10% e il 12% di posti di lavoro della regione.

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