Alluvione Sarno, geologi: «A rischio finanziamenti UE»

«Ancora una volta le forti piogge della notte e della mattinata hanno provocato allagamenti a Sarno e in diverse zone dell’agro-nocerino. In base alle notizie diffuse sinora, questa volta ad esondare sono stati i due affluenti del Sarno, il Rio San Marina e il Rio Palazzo; intere aree destinate a coltivazioni agricole sono finite sott’acqua». Sono le affermazioni di Francesco Peduto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania.

L’Ordine dei Geologi sollecita la realizzazione del Grande Progetto del Sarno, finalizzato alla sistemazione idraulica ed alla riduzione del rischio idrogeologico. Per il Grande Progetto, l’Unione Europea ha stanziato oltre 200 milioni di euro: finanziamenti, denuncia l’Ordine dei Geologi, che rischiano di andare perduti.

Ciò che si paventa, in relazione al Grande Progetto, sono ipotetici rischi e danni ambientali e inquinamento delle falde (tutti da dimostrare, secondo i geologi), per la costruzione di vasche di laminazione ed aree di esondazione controllata. «Non sono molto più pericolosi – si chiede Peduto – per l’ambiente e la salute le innumerevoli esondazioni di acque inquinate che si susseguono su territori molto più vasti ogni anno proprio per il disordine idraulico del Sarno e dei suoi affluenti?».

Non realizzare il Grande Progetto del Sarno significa sprecare un’occasione più unica che rara, con gravi conseguenze sullo sviluppo dell’area e sulla sua economia, sul patrimonio immobiliare e sull’ambiente: chi decreterà la non-realizzazione – conclude Peduto – si assumerà tutte le responsabilità del caso.

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