Alluvione a Crotone: Si poteva evitare     

alluvione crotone 21 novembre 2020
I Vigili del Fuoco sono ancora in azione a Crotone

Osso (SIGEA Calabria): “Non sono bastati 24 anni per capire le cause e agire per contenere gli effetti al suolo delle piogge intense ricorrenti nella Calabria jonica”. Dalla Puglia mezzi e uomini in soccorso

«A distanza di 24 anni dal 14 ottobre 1996, evento che causò sei morti e ingenti danni, parte della città di Crotone è stata invasa dalle acque; questo significa che 24 anni non sono bastati per capire le cause e agire per contenere gli effetti al suolo delle piogge intense ricorrenti nella Calabria jonica». Lo ha dichiarato il geologo Gaetano Osso, Presidente della Sezione Calabria della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), all’indomani del nubifragio che si è abbattuto sul territorio di Crotone e nell’area jonica calabrese dalle prime ore dell’alba di ieri con una portata di pioggia di circa 200 mm in 4 ore. Le fortissime piogge hanno provocato allagamenti, frane, voragini e danni ingenti. Il sistema di allertamento della Regione Calabria gestito da Arpacal aveva previsto piogge intense, associate a condizioni cicloniche alimentate da area fredda proveniente da Nord in movimento verso la Sicilia e la Tunisia e aveva diramato un allerta rosso in tutta l’area.

I danni

«I maggior danni sono stati segnalati nel tratto costiero cosentino e crotonese, dove si segnalano frane e crolli di muri nel comune di Corigliano Rossano e lungo l’asse viario della SS 106 con restringimenti di carreggiata e chiusura di strade secondarie per caduta di terra e allagamenti del piano stradale. A Crotone sono stati allagati sia il centro abitato della città – ha proseguito Osso –  con le principali strade (via Mario Nicoletta, via Crea, via XXV aprile) sia le periferie di Tufolo, Farina, Trafinello e Margherita.

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Particolarmente grave la situazione di Corigliano Rossano, nel cosentino. «Colpisce come proprio Corigliano Rossano nel rapporto ISPRA sul consumo di suolo (Tabella 5. Consumo di suolo annuale netto in ettari, incremento 2018-2019) abbia il primato tra i comuni calabresi di consumo di suolo; nel solo 2019 Corigliano Rossano ha impermeabilizzato 15.1 ettari sui 118 di tutta la Calabria. Ci domandiamo retoricamente – prosegue il presidente di SIGEA Calabria – , quanto incide il progressivo consumo di suolo sulla mancata infiltrazione nel sottosuolo delle acque piovane che, scorrendo in superficie, ingrossano i corsi d’acqua contribuendo alle alluvioni e allegamenti urbani i cui effetti registriamo anche in questo anomalo autunno di confinamento sociale?»

alluvione crotone 2020 novembre 21La preoccupazione, unita alla rabbia,  degli esperti,  e non solo in Calabria è ovviamente molto forte. Non è più soltanto un campanello di allarme il tempo trascorso dall’ultima alluvione del 1996 e il ripetersi sempre più frequente di questi eventi estremi intensificati dalla crisi climatica che sta colpendo il Mar Mediterraneo in particolare. «Appare incredibile dimenticare la storia di eventi come le alluvioni, le frane e ormai sempre più frequenti allagamenti urbani. Se nulla si può fare per cambiare la conformazione geologica e geomorfologica della Calabria, appaiono ormai improcrastinabili gli interventi per una corretta programmazione urbanistica del territorio, nel rispetto delle “esigenze della natura”, troppo spesso piegata agli interessi del profitto di pochi a scapito del benessere di tanti», insiste Osso.

Cosa succederà in una prossima alluvione?

Avremo fatto tutto il possibile per evitare queste conseguenze? Questa l’altra domanda, per niente retorica, che SIGEA Calabria rivolge soprattutto agli amministratori locali.

«Dobbiamo, senza perdere altro tempo, programmare con priorità diverse pianificazioni e interventi che garantiscano e tutelino la naturale evoluzione dei nostri corsi d’acqua e quelle attività volte all’auspicata prospettiva di sviluppo socio economico – prosegue Osso – .. Quanto incide sugli effetti al suolo di queste piogge che diventano più frequenti la mancata programmata manutenzione dei corsi fiumi, l’occupazione dei loro alvei e dell’abbandono senza rimozione di rifiuti in alveo? Abbiamo preso e preteso troppo dalla natura e iniziamo a pagarne il conto, oggi non troppo salato in termini di vite umane, per fortuna, ma drammaticamente grave nelle attuali condizioni sanitarie ed economiche. Ormai si aspetta da troppo tempo quel cambiamento culturale, sociale, politico e imprenditoriale che renda sostenibile lo sviluppato in una terra da forti potenzialità come la Calabria».

La Puglia aiuta la Calabria

Intanto la Regione Puglia ha inviato nelle zone del Crotonese colpite dalle alluvioni, 5 squadre di volontari (2 da Bari, 2 da Lecce 1 da Brindisi/Taranto), attrezzate con idrovore, in coordinamento con la Protezione civile nazionale. Le squadre sono sul posto e da oggi sono a disposizione della Prefettura di Crotone e della Protezione civile della Regione Calabria per gli interventi di emergenza. Un altro segno di solidarietà dalla Puglia dopo l’invio di 5mila tamponi negli ospedali calabresi per gli esami anti-COVID, tamponi che verranno processati nei laboratori pugliesi.

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