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Allergie: primavera, allarme rosso

Le allergie iniziano a manifestarsi principalmente in primavera, ma ci sono anche quelle collegate al cibo, sempre attive, che possono avere effetti anche molto gravi

Le allergie sono un problema serio. Starnuti, occhi rossi, prurito, naso chiuso sono sintomi molto fastidiosi che i soggetti allergici conoscono bene. I loro effetti e la loro durata condizionano pesantemente la vita quotidiana.

Come nascono le allergie

L’allergia è una reazione “fuori misura” del nostro sistema immunitario agli allergeni, sostanze comunemente presenti nell’ambiente, come pollini, acari della polvere ed alimenti. L’organismo di alcune persone identifica tali sostanze come “nemici”, allertando il sistema immunitario attraverso i sintomi di una reazione allergica che varia a seconda dell’allergene e delle modalità con cui esso viene a contatto con l’organismo.

Allergie: il polline

In primavera, il principale allergene è il polline, che viene rilasciato dai vegetali durante la fioritura. Appena un solo granello entra in contatto con il nostro organismo si scatenano le reazioni. Tra i pollini più insidiosi troviamo: graminacee, parietaria, betulacee e, in alcune zone d’Italia, ambrosia. In questi ultimi anni, però, sono aumentate anche quelle forme di allergia dovute ai cosiddetti “pollini minori” come il cipresso, il nocciolo o l’olivo.

Allergie, la parola all’esperto

allergie

Dott.ssa Santa Latela, pediatra ed allegologa

Sulle allergie, abbiamo sentito la dott.ssa Santa Latela, pediatra ed allergologa, che ci ha spiegato nei dettagli il problema, soprattutto quando le allergie sono connesse agli alimenti.

Maggio è un mese “allergico”. La fioritura di molte piante scatena allergie e riniti, ma ci sono anche tanti alimenti che portano allergie, soprattutto nei bambini. Quali sono le allergie più frequenti?

«Negli ultimi decenni si è osservato nei paesi industrializzati, quale il nostro, un aumento delle allergie alimentari ed in particolare di quelle correlate ad allergie polliniche. Le allergie alimentari possono essere di due tipi: di tipo 1, se legata solo ai cibi, e di tipo 2, se consegue a pollinosi, detta anche allergia polline -alimento o “sindrome orale-allergica”».

Quali sono gli alimenti “più allergici”?

«Nella allergia di tipo 1, i più comuni allergeni sono frutta e verdura (72%), seguiti da crostacei, pesce, latte, uova e cereali. Nei soggetti allergici possono dare reazioni gravi immediate in seguito ad ingestione. Nella allergia di tipo 2 con pollinosi -rinite, congiuntivite o asma indotte da pollini di alberi, il contatto con particolari tipi di frutta e verdura crudi genera prurito e bruciore del cavo orale, nonché angioedema, fino allo shock anafilattico».

Allergie: il soggetto allergico

Quando si capisce che un bambino è allergico?

«Le manifestazioni dell’allergia sono molteplici: se è coinvolta la mucosa nasale, si avrà la Rinite; se sono interessati gli occhi si avrà la Congiuntivite; si avrà l’Asma, se c’è un interessamento dei bronchi, Eczema ed Orticaria a livello della pelle; Vomito e Nausea, se l’allergia è alimentare».

A che età iniziano le prime allergie?

«L’allergia può comparire a qualsiasi età, anche nel primo anno di vita, ed è influenzata dalla predisposizione genetica, dal tipo di parto, dal tipo di allattamento, nonché dal vivere in contesti urbani ad alti livelli di inquinamento».

C’è ereditarietà?

«Esiste una predisposizione  a sviluppare allergie. Se i genitori non sono allergici il rischio che il figlio sia allergico è del 10-15%; se uno solo dei genitori è allergico, il rischio è del 30%; se entrambi i genitori hanno una malattia allergica il rischio che il figlio sviluppi allergia sale all’80%».

Esiste una cura?

Si guarisce dall’allergia?

«Parliamo di una classe eterogenea di disturbi, con sintomi diversi. Esistono delle terapie sintomatiche ed esiste l’immunoterapia (terapia desensibilizzante e vaccino) che ha l’obiettivo di desensibilizzare ad allergeni specifici, nonché di prevenire lo sviluppo dell’asma nei bambini».

Si guarisce dall’allergia connessa all’alimentazione?

«Fino ai 5-6 anni l’alimento  al quale si è allergici va eliminato dalla dieta. Dopo quest’età, l’80% dei bambini risultati allergici a uova, frumento e latte; poi il bambino sviluppa una tolleranza e guarisce dall’allergia. Per altri alimenti, come frutta secca e pesce, la tolleranza non si sviluppa del tutto e quindi si può rimanere allergici a vita».

Come prevenire le allergie?

«Nei bambini con predisposizione genetica è importante prolungare il più possibile l’allattamento al seno, che permette di usufruire degli  anticorpi materni. Non serve, inoltre, ritardare l’introduzione di tutti gli alimenti ritenuti maggiormente allergizzanti, come latte vaccino, uova, pesce, pomodoro, frutta secca durante lo svezzamento, ma introdurli tra i 4 e i 6 mesi di vita».

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