Allarme rumore

Foto ANSA

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’esposizione continua al rumore può aumentare la pressione sanguigna e la secrezione di ormoni dello stress. Secondo Mathias Basner della Perelman School of Medicine dell’università della Pennsylvania, se questo accade a lungo termine può contribuire allo sviluppo di patologie cardiovascolari, infarti, ecc.. Stesso discorso per i disturbi del sonno. Quando siamo addormentati il nostro sistema uditivo rimane attivo. Ecco perché il fracasso notturno o i rumori costanti influenzano la qualità del riposo alla pari di eventi come le apnee notturne. Il rumore può svegliarci più volte nel corso della notte senza che ne siamo del tutto coscienti.

I bambini ne sono particolarmente sensibili per quanto riguarda le loro funzioni cognitive. L’esposizione continua al rumore può infatti produrre difficoltà comunicative, deficit di attenzione, stati d’insonnia e iperattività o frustrazione e, anche in questo caso, continui disturbi del sonno. Pessime notizie anche per chi, negli ospedali, è ricoverato: l’ambiente dovrebbe essere più tranquillo possibile. E invece macchine, conversazioni, suoni e rumori, porte che sbattono e telefoni che squillano impennano lo stress cardiovascolare di chi è in cura, allungando i tempi di degenza. Perfino chi lavora nei nosocomi rischia questo genere di conseguenze: i ricercatori mettono in vetta ai più stressati medici e infermieri che lavorano nei reparti neonatali. Ma il discorso può allargarsi a qualsiasi ambiente di lavoro eccessivamente, e costantemente, rumoroso, e quindi diventare un fatto di salute pubblica.

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