Alla scoperta di Bari vecchia

Bari: la Basilica di San Nicola

E’ un luogo ricco di storia quasi millenaria, documentata da monumenti ed abitato da gente che perpetua usi e costumi e conserva il proprio linguaggio, il dialetto. Sono i tratti fondamentali dell’identità della Bari Vecchia. E’ una sorta di microcosmo che è possibile scoprire attraverso l’Associazione “Mondo Antico e Tempi moderni”, una realtà che non ha fini di lucro ed operativa in Via Tresca 16, proprio a pochi passi dall’area archeologica di San Pietro. Il Presidente è il Prof. Nicola Cutino, profondo conoscitore di questo territorio ed uno degli accompagnatori qualificati che permette di conoscere a tutti coloro che desiderano i numerosi “tesori” della Bari vecchia romanica ed alto medievale.

Bari tutta da scoprire –  Nel patrimonio della città vecchia un posto di rilievo è ricoperto dalla Basilica di San Nicola, capolavoro del romanico pugliese del XII secolo, e dalla Cattedrale di San Sabino (1170-1178) che nell’attiguo Museo Diocesano conserva alcuni Exultet (codice miniato) databile intorno al 1025. Nel corpo della Cattedrale appare agli occhi meravigliati del visitatore parte della città sotterranea e la sua storia.

Nella Cattedrale di San Sabino, primo patrono di bari, è conservato un “Exultet” databile intorno al 1025

Occorre conoscere all’interno della città vecchia attraverso apposito percorso altre 33 chiese minori, tra le quali sono interessanti dal punto di vista architettonico la Chiesa di San Gregorio (XI-XII secolo), la Chiesa della Trinità, la Chiesa di Santa Chiara, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di S. Marco dei Veneziani, la Chiesa di Santa Scolastica, la Chiesa di Sant’Anna, la Chiesa dei Gesuiti la Chiesa di Santa Teresa dei Maschi e la Chiesa di San Michele Arcangelo. Si possono visitare anche i sotterranei del Castello, Palazzo Sinni, Palazzo Perrone, il Museo nicolaiano, il Complesso monumentale di S. Scolastica ed i relativi scavi archeologici. Suscita curiosità, inoltre, l’organizzazione sociale della gente che abitava le stradine e frequentava quelle chiese. Nella Bari vecchia si distinguevano tre fasce: una marinara, che vive ancora nella zona intorno al Porto, un’altra religiosa, nelle vicinanze della Cattedrale e della Basilica, ed un’altra ancora commerciale e levantina. Questa suddivisione si è mantenuta fino agli anni ’70. Attualmente, invece, la popolazione di Bari vecchia è considerata come un’unica comunità che si contrappone a quella della Città nuova.

Il complesso di Santa Scolastica, oggi sede universitaria

Una lingua da salvare – Fra le “radici” del borgo antico della città vi è anche la lingua vernacolare. Per questo è nato il Seminario Permanente di Studio ed Approfondimento sul Dialetto Barese, presieduto dallo stesso Cutino. In questo contesto s’inserisce la pubbla lavorazione del legno, licazione di autori vari Florilegio barese, Antologì dialettale barèse de poete e scretture condemborànie edito dalla Wip Edizioni. L’associazione, inoltre, organizza, in collaborazione con altre realtà associative ed istituzioni, eventi culturali ed artistici di spettacolo e musica, iniziative ludico sportive, corsi di formazione e mostre. Affiancano la onlus alcune compagnie teatrali e musicali. I principi a cui s’ispira sono la sussidiarietà e solidarietà per la costruzione di una nuova qualità del vivere umano e civile. Testimonianza è il sostegno alla “Bottega del Sorriso” del Centro Diocesano Integrazione Sociale per l’Handicap di Bari, dove si realizzano prodotti artistici in cartapesta, marionette, icone e dove funziona anche una sezione per la lavorazione del legno.

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