Se si osserva la Terra dallo spazio, le foreste (o boschi, termine derivante dal germanico busch) altro non sono che delle tonalità di verdastro. Lì dove il verde è più scuro o intenso, ci sono le cosiddette Foreste Primarie: ciò significa che sono foreste intatte, in cui le attività umane e industriali non hanno, ancora, intaccato le loro caratteristiche originarie e, dunque, il loro particolare ecosistema.
Le Foreste Primarie, grandi abbastanza per poter garantire la sopravvivenza di tutte le specie viventi (comprese le specie migratorie), occupano attualmente il 10% della superficie terrestre. Scienziati e ambientalisti affermano allarmati che l’intervento umano ha già distrutto l’80% delle foreste mondiali e che il restante 20% è minacciato da cause quali, ad esempio, il disboscamento o l’esplorazione di petrolio. Affronteremo in queste righe un viaggio tra alcuni dei luoghi più incontaminati della Terra, alla scoperta delle loro peculiarità.
Il più grande patrimonio di biodiversità è custodito dall’Amazzonia: in questo territorio, localizzato entro i confini del Brasile e grande quanto l’Europa Occidentale, vive il 50% di tutte le specie di animali terrestri e piante; essa, inoltre ospita anche molte popolazioni indigene (circa 20 milioni di persone).
Le foreste pluviali dell’Africa Centrale rappresentano uno dei più importanti polmoni verdi del pianeta: nelle foreste del Bacino del Congo si accumula l’8% di tutto il carbonio immagazzinato nelle foreste del pianeta. La foresta africana è la terra delle grandi scimmie, (gorilla scimpanzé e bonobo), che sono strettamente dipendenti da queste foreste. È anche habitat dell’elefante della foresta, l’okapi e di numerosissime specie di uccelli e mammiferi non presenti in altri luoghi della terra. Le tribù dei Pigmei Baka trovano qui tutto il necessario per la sopravvivenza, anche culturale e spirituale, della loro popolazione.
La Giungla del Sud-Est Asiatico, che comprende le foreste dell’Indonesia e della Papua Nuova Guinea, è decisamente il luogo più multietnico del mondo: dal futuro di essa dipende la sopravvivenza di numerosi ceppi culturali, che hanno originato un terzo di tutte le lingue parlate nel mondo. Qui trovano rifugio anche il rinoceronte di Sumatra e Java e il quarto parente più prossimo dell’uomo, l’orangotango.
La foresta siberiana (Taiga) costituisce il terzo orientale della Federazione Russa. Essa è la più grande foresta primaria al mondo e varia dalle foreste di tundra, a nord, fino ai temperati a sud. Questa diversità offre rifugio a molte specie di piante e animali, ivi comprese specie in via di estinzione, come la tigre siberiana, il leopardo dell’Estremo Oriente, l’orso del Himalayan e il cervo muschiato. Presente inoltre la popolazione indigena Nanai della regione di Khabarovsk. Alle stesse latitudini, le Foreste Primarie del Nord America e del Canada includono la foresta boreale che si estende tra Terranova e l’Alaska, le foreste pluviali temperate della costa dell’Alaska e del Canada Occidentale e la moltitudine di aree residue di foresta temperata in regioni remote. In grado di immagazzinare enormi quantità di carbonio, queste aree verdi contribuiscono a stabilizzare i cambiamenti climatici; inoltre offrono un habitat a grandi mammiferi come l’orso grizzly, il puma e il lupo grigio, che in precedenza aveva occupato tutto il continente. Gli aborigeni del Canada (First Nation, Inuit e Metis) vivono nelle foreste boreali e temperate che storicamente hanno fornito il loro cibo e riparo.
Le esigue estensioni di foreste boreali in Scandinavia e l’adiacente foresta della Russia europea (a ovest dei monti Urali), rappresentano l’ultimo baluardo della intatta Foresta Primaria in Europa. Queste foreste hanno garantito la sopravvivenza di molte specie di piante e animali, tra cui orsi e rarità faunistiche come lo scoiattolo volante. Sono ospitati in questi luoghi gli allevatori di renne Sami, che vivono nella parte settentrionale della Svezia, Finlandia e Norvegia, nonché nella regione di Murmansk in Russia. Le foreste mantengono anche le culture tradizionali dei Komi e Nenets (o Samoiedo), che abitano nella regione di Arkhangelsk e la Repubblica di Komi in Russia europea.
[nggallery id=206]


