Alla ricerca dell’acqua: secondo viaggio virtuale sulla difficile situazione idrica pugliese

I dati aggiornati di Coldiretti sulla situazione della produzione agricola continuano ad essere preoccupanti, così come la disponibilità idrica che i consorzi possono mettere a disposizione degli agricoltori. Da gennaio 2024 è nato il Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia che riunisce quattro consorzi da tempo commissariati con l’intento di mettere ordine e sfruttare al meglio le (al momento scarse) disponibilità idriche

 

Viaggio virtuale all’interno dei consorzi di bonifica pugliesi parte seconda. Dopo aver parlato della situazione idrica nel Consorzio di Bonifica Capitanata e nel Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, dai primi mesi del 2024 è nato il Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia, un progetto che esisteva sulla carta da molti anni e che è riuscito finalmente a vedere la luce.

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La Legge Regionale n. 1 del 03.02.2017 ha previsto la costituzione del “Consorzio di bonifica centro sud Puglia” che assume le funzioni dei Consorzi di Bonifica soppressi: Consorzio Speciale per la Bonifica di Arneo, Consorzio di Bonifica Ugento e Li Foggi, Consorzio di Bonifica Stornara e Tara, Consorzio di Bonifica terre d’Apulia rispettivamente per le province di Bari, Taranto, Brindisi e Lecce.

Un “riordino” di quattro importanti consorzi di bonifica pugliesi che continuamente dialogano con gli agricoltori e sono preposti alla difesa del suolo, risanamento delle acque, gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, nonchè di tutelare degli assetti ambientali ad essi connessi.

Attualmente gli invasi sono semivuoti

Le ultime notizie pubblicate da ANBI (l’Associazione nazionale per i consorzi di bonifica) sono molto preoccupanti: “Le note più dolenti arrivano dal Sud Italia: in Basilicata, così come in Puglia, l’anticipo d’estate ha fatto diminuire le già scarse riserve idriche, stoccate negli invasi. I bacini lucani perdono 1 milione e mezzo di metri cubi d’acqua in una settimana, ampliando il divario con i volumi stoccati negli scorsi 3 anni quando, in questo periodo, i bacini contenevano oltre 450 milioni, mentre ora trattengono solamente 337,39. Analogo discorso in Puglia, dove i bacini perdono oltre 1 milione di metri cubi, vedendo ampliarsi di oltre 12 milioni, il deficit sul 2023 e che ora segna – mln. mc.110,56. Nelle due regioni, si è quasi ai livelli nel 2020, “annus horribilis” per l’agricoltura meridionale, in cui si dovette fare i conti con un’estrema scarsità d’acqua (in Puglia rispetto a quell’anno ci sono circa 28 milioni di metri cubi d’acqua in più, mentre in Basilicata solo 5 milioni)”. E’ chiaro che la situazione idrica in Puglia soffre sicuramente del cambiamento climatico, della siccità come conseguenza di questo cambiamento e, probabilmente anche del parziale utilizzo delle risorse idriche che ci sono.

I quattro consorzi riuniti nel Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia non nascondono grandi sofferenze idriche

Il nostro secondo (e ultimo) viaggio virtuale sarà in un territorio gestito dal nuovo Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia che, a differenza degli altri due Consorzi, si trova a gestire meno invasi e dighe. La diga di Locone ubicata sul torrente omonimo, affluente del fiume Ofanto, in agro di Minervino Murge, località Monte Melillo, destinata ad uso promiscuo irriguo/potabile ed in grado di invasare un volume potenziale di 105Mmc ma attualmente autorizzata all’esercizio per la metà del volume.  Ci sono poi due invasi in custodia manutentiva mai entrati in esercizio: uno il serbatoio artificiale Pappadai e l’altro chiamato diga di Saglioccia in agro di Altamura, oltre che disporre di acque interrate, tramite pozzi di emungimento che prelevano acque falde sottorranee al momento non completamente utilizzate.

Siamo ancora in una fase di avvio delle funzioni del Consorzio Unico Centro Sud Puglia, stiamo procedendo dando continuità al programma di investimenti degli ex consorzi di bonifica soppressi finalizzato al recupero della risorsa idrica e al ripristino della funzionalità degli invasi disponibili e mai collaudati. Questo è l’obiettivo dell’Ente” commenta l’Ing. Marta Barile, direttrice dell’area tecnica per il nuovo Consorzio. Attualmente non esiste un piano di bonifica unificato che riguarda i quattro consorzi del centro sud Puglia che prendono, per buona parte, acqua dalle risorse sotterranee, perché l’unica risorsa idrica superficiale è rappresentata dalla diga di Locone. Ora le scarse piogge non sono riuscite ad alimentare le falde sotterranee e la siccità, le alte temperature hanno messo in crisi anche la falda superficiale. La conseguenza è stata (ed è tutt’ora) quella di aver abbattuto del 50 per cento la portata d’acqua disponibile per ciascun consorzio di bonifica“.

La diga di Locone è una delle meraviglie della Puglia

Il dato aggiornato al 22 aprile riporta un volume di 30,940 Mmc alla diga di Locone, diga che ha un volume massimo autorizzato di 50 milioni di mc. “E’ evidente che siamo estremamente in crisi – commenta la dott.ssa Barile –  spero che, nelle prossime rilevazioni, dal momento che è piovuto, ci sia qualche spostamento in positivo”.

I quattro consorzi di Bonifica ora sotto un unico Consorzio, continuano comunque ad esistere nelle loro sedi e nei loro compiti, nonché nella gestione del territorio individuato come distretto di competenza.

Consorzio di Bonifica “Ugento e Li Foggi”

Il settore irriguo del Distretto Sud Salento (ex Consorzio di Bonifica “Ugento e Li Foggi”) gestisce nell’ambito della provincia di Lecce 33 impianti di irrigazione collettiva per un totale di 12.741 ettari di superficie dominata e un numero totale di utenti serviti pari a circa 10.300. In questo territorio l’acqua per l’irrigazione proviene quasi totalmente da pozzi di falda, la cui profondità si aggira mediamente sui cento metri, comportando notevole dispendio di energia per gli impianti di sollevamento. Nei vari distretti irrigui sono presenti 20 vasche di accumulo per un totale di 201.265 Mmc grazie alle quali è possibile garantire la risorsa anche nel periodo invernale. Di solito la campagna irrigua ha inizio il 16 aprile e termina il 30 settembre, ma quest’anno, proprio in base all’andamento climatico non favorevole, si è deciso di spostare l’irrigazione a maggio.

Consorzio di Bonifica Stornara e Tara

Il distretto di Taranto (ex Consorzio di Bonifica Stornara e Tara) raccoglie anche le acque provenienti dal comprensorio di bonifica Terre d’Apulia e Consorzio di Bonifica Bradano e Metaponto con displuvio verso il mare Jonio, area Taranto. Ha una superficie totale di 142.949 ettari che ricadono nelle Regioni di Puglia e Basilicata; le province interessate sono Taranto e Matera. Dispone di 14 bacini imbriferi di bonifica, cioè di una porzione di territorio che raccoglie le acque piovane che alimentano un fiume come il fiume Bradano in Basilicata, o il fiume Galaso in provincia di Taranto, e numerosi bacini, ma molte acque raccolte vanno nei fiumi e nel mare e non vengono utilizzate in agricoltura. Ha delle importanti idrovore attive a salvaguardia del litorale che hanno una funzione di bonifica del territorio, drenano le acque di accumulo quando piove soprattutto e le riversano in mare.

Terre d’Apulia, il consorzio più esteso di Puglia

Il distretto di Bari (exConsorzio di Bonifica “Terre d’Apulia”) è il più esteso della Puglia e comprende tutta la Provincia di Bari e 6 Comuni della Provincia di Taranto. Le acque utilizzate dall’agricoltura provengono prevalentemente dalla diga del Locone, secondo invaso in terra battuta più grande d’Europa, realizzato negli anni ’80 dallo sbarramento del torrente Locone (che apporta un’importante tributo d’acque) e San Girolamo, entrambi affluenti di destra del fiume Ofanto e da circa 30 pozzi di emungimento che alimentano i distretti irrigui del cosidetto “litorale barese”. In data 5 marzo 2024 è stata avviata la consegna dei lavori relativi all’intervento di manutenzione straordinaria per l’incremento della sicurezza della diga di Saglioccia in agro di Altamura. Dopo quasi quarant’anni potrà recuperare la piena funzionalità una diga rimasta finora incompiuta i cui lavori di costruzione erano iniziati nel 1977 e terminati negli anni ’90, ma le opere di presa, scarico, derivazione e le relative apparecchiature elettromeccaniche non sono mai entrate in esercizio e non sono mai stati avviati gli invasi sperimentali.

Consorzio di Bonifica Arneo, qualcosa si muove

Ultimo ma non ultimo il distretto nord Salento, (ex Consorzio di Bonifica Arneo) che comprende le Provincie di Brindisi, Taranto e Lecce impegnato per rilancio del comparti irriguo attraverso la rifunzionalizzazione del sistema irriguo denominato “Irrigazione Salento”. A tal proposito completano il quadro il serbatoio artificiale Pappadai e il complesso sistema Irrigazione Salento che saranno messe in esercizio grazie alle risorse finanziarie rese disponibili dalla Regione Puglia. Il serbatoio artificiale Pappadai sarà in grado di contenere 20 milioni di metri cubi di risorsa idrica disponibile per uso irriguo.

La produzione del grano potrebbe subire contraccolpi per la scarsità di acqua

Molti sono poi gli invasi le cui acque, piovane, di falda o marine, non rientrano tra le acque utilizzate per uso irriguo ma sono oasi di protezione faunistica, siti di interesse regionale (SIR), habitat naturali per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici. L‘oasi di protezione faunistica del Cillarese ad esempio, è un bacino idrico artificiale situato alla periferia a nord-ovest di Brindisi, così come l‘Invaso di Fiume Grande che rientra nella perimetrazione del Parco Naturale Regionale “Saline di Punta della Contessa”, la Salina dei Monaci di Torre Colimena, all’interno della Riserva Regionale Orientata Salina e Dune di Torre Colimena e la Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e Duna Costiera – Bosco dell’Arneo, siti di interesse comunitario, una zona ricca di canali e bacini d’acqua che si inter scambiano con il mare.

In arrivo brutte notizie

Le piogge di questi giorni potrebbero alleviare la situazione abbastanza critica, dal punto di vista idrico, che interessa il settore agricolo. Ci sono già brutte notizie che arrivano dalla provincia di Foggia per quanto riguarda la produzione di grano “con una perdita stimata che si attesta già sul 20-25% della produzione, con il rischio di un brusco calo delle temperature e di gelate notturne che andrebbero ad aggravare la situazione” riporta Coldiretti. Danni si registrano anche – sempre su grano – nell’areale di Altamura e si profila una campagna molto complessa anche per il pomodoro da industria e le colture orticole. (2 – Fine. Per leggere la prima parte dell’inchiesta CLICCA QUI)

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