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Alla Fiera del Levante, tra le farfalle

Si dice che le farfalle si posino sui bei fiori, ma alla Fiera del Levante le farfalle si posano – e ci restano parecchio tempo – sulle persone che passano per il pad. 116 . Un tè con le farfalle è la mostra-evento che, dopo Roma e Firenze, approda a Bari per un appuntamento a dir poco imperdibile. Oltre 2000 le farfalle tropicali provenienti da Asia, SudAmerica, Africa, inserite poco alla volta in un giardino che ricostruisce alla perfezione l’ambiente tropicale (temperatura oltre i 30 gradi, umidità 80%) e che svolazzano tra piante, fiori, visitatori, attratte da colori, profumi e sapori del luogo.

Una biologa poggia su un albero una farfalla neonata

L’evento è un’idea dell’autore televisivo Fabio di Gioia, viene promosso dalle associazioni Thais e Associazione culturale per la qualità della vita e rientra in un programma internazionale per il ripopolamento delle farfalle, una specie che inquesti ultimi 50 anni ha visto drasticamente ridursi i suoi esemplari. «I colori delle farfalle sono vividi – spiegano gli esperti entomologi che illustrano al pubblico gli abitanti di questo piccolo eden – perché il clima tropicale è più stabile di quello temperato e ha permesso di stabilizzare alcuni caratteri, tra cui, appunto, i colori, che tra gli animali lanciano particolari messaggi». Così veniamo a sapere che rosso, nero e giallo, combinati tra loro, sono “colori tossici” e che alcune innocentissime farfalle li “indossano” imitando altre farfalle a loro volta “tossiche” (ma non velenose) o di per spaventare i nemici: è il caso del Papillio Rumanzovia qui in mostra. Non mancano i casi di mimetismo, come quelli della farfalla-foglia (qualcuno deve indicarla, altrimenti non ci si accorge della sua presenza mimetizzata tra i rami) o della farfalla-civetta.

Il percorso tropicale al suo interno

Può capitare, visto cle la vita media di una farfalla non supera i 5 giorni, di assistere al “lieto evento” della nascita di un esemplare, come è stato per la falena-cobra, la più grande specie esistente (originaria dell’Asia, vanta 30 cm. di apertura alare), così chiamata per il bordo delle ali che ricorda la testa del pericoloso rettile; ma può più semplicemente capitare di essere presi di mira da una o più Morfo blu, il simbolo dell’Amazzonia, fantastica nel suo intenso celeste frutto delle microscaglie delle sue ali che riflettono come un prisma la luce.

Un grandissimo sforzo organizzativo, quello di Un tè con le fafalle, che si unisce ad altre performances molto suggestive sempre a tena ambientalista: è il caso dello stesso allestimento del padiglione con una sezione dedicata alla cromoterapia e della mostra di quadri del grafico e disegnatore Andrea Milano. Quanto al tè che dà il nome all’evento, è quello narrato con sofisticate tecnologie nella leggenda della principessa cinese Xi Ling Shi. I 3 euro (solo 1 per il ridotto) del biglietto d’ingresso sono spesi ottimamente.

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