Alimentazione, stop alla “carne in provetta” da Coldiretti

Coldiretti denuncia: UE finanza aziende private per realizzare carni in provetta - Foto di mwooten da Pixabay

Dura posizione di Coldiretti Puglia contro il business della “carne surrogata” finanziato da UE. Intanto riparte l’educazione alimentare nelle scuole

In occasione di “#AgoraMove: l’aperitivo della Prevenzione”, organizzato dall’assessorato alla Salute della Regione Puglia e dalla ASL di Taranto, Coldiretti Puglia denuncia la posizione della Unione Europea, ritenendola inaccettabile, perché “finanzia con risorse pubbliche il business privato della “carne” in provetta dietro il quale si nascondono rilevanti interessi economici e speculazioni internazionali dirette a sconvolgere il sistema agroalimentare mondiale.”.

Nel corso dell’evento, Coldiretti ha offerto l’agriaperitivo con frullati a base di frutta di stagione, smoothie e centrifugati di verdure, rigorosamente a chilometro zero dei contadini di Campagna Amica, nell’ambito delle iniziative in programma nel mese di ottobre, dedicato alla sensibilizzazione delle donne sulla prevenzione del tumore al seno.

Carne in provetta e Di Caprio

Burger
I burger vegetali sono un’ottima alternativa per chi vuole limitare il consumo di carne rossa, fare una scelta sostenibile e allo stesso tempo mangiare qualcosa di gustoso e nutriente. Ma la carne in provetta non è una soluzione percorrebile e del tutto sana per Coldiretti

«Il finanziamento di 2 milioni di euro concesso a due aziende olandesi impegnate nella produzione di “carne” in laboratorio da cellule in vitro è stato concesso alla Nutreco e alla Mosa Meat dove ha investito anche il famoso attore americano Leonardo Di Caprio che non ha certo bisogno dei soldi dei cittadini europei. Non si tratta peraltro dell’unico episodio di personaggio pubblico che cerca di fare business con la carne finta come dimostra il caso del magnate Bill Gates. Il supporto finanziario è stato peraltro concesso del programma React Eu che la Commissione aveva avviato per rispondere alla crisi generata dall’emergenza Covid che ha messo in ginocchio il sistema dell’allevamento in Italia e in Europa», ha detto Floriana Fanizza, leader di Coldiretti Donne Impresa.

La scelta di sostenere società che puntano a fare concorrenza sleale sul mercato spacciando per carne prodotti ottenuti – rileva Coldiretti Puglia – dalla moltiplicazione cellulare in laboratorio combinate con fattori di crescita e sostanze compatibili con i tessuti biologici, si aggiunge peraltro alla campagna di demonizzazione in atto per la vera carne. Una doppia tenaglia che minaccia di far chiudere le stalle con perdite di posti di lavoro e di produzioni tradizionali la cui distintività è componente strategica del Made in Italy nel mondo.

La pandemia ha imposto un cambiamento radicale delle abitudini di vita e di consumo – sottolinea Coldiretti Puglia – che ha avuto effetto anche sulla bilancia, dove la tendenza a mangiare di più, spinta dal maggior tempo trascorso fra le mura di casa, non è stata compensata da una adeguata attività fisica, un fenomeno che ha colpito soprattutto gli uomini dove l’eccesso di peso interessa addirittura più della metà della popolazione (55%) mentre per le donne la percentuale è di molto inferiore (37%). Supera addirittura di 6 punti la media nazionale la percentuale di bambini obesi e in sovrappeso in Puglia, il 15% rispetto al 9% del valore nazionale.

Educazione alimentare nelle scuole

Coldiretti torna a promuovere l’educazione alimentare nelle scuole

«Anche per quest’anno scolastico abbiamo proposto all’Ufficio Scolastico regionale della Puglia – ha insistito Floriana Fanizza – il progetto di Coldiretti di educazione alimentare a tutte le scuole di ogni ordine e grado, perché con le lezioni in aula e la rete delle fattorie didattiche di Coldiretti, in collaborazione con gli enti locali e le altre autorità territoriali coinvolte,  possiamo contribuire a formare i bambini sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea, ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura, aggravato dal Covid».

In Puglia negli ultimi 10 anni – riferisce Coldiretti Puglia – sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 200mila bambini e 480 scuole, di cui il 70% nella fascia d’età compresa fra i 4 e gli 11 anni, dalla scuola materna alla primaria e il 30% studenti più grandi medie e superiori.

«I percorsi virtuosi sull’approvvigionamento delle mense scolastiche con il cibo a Km0 dovranno diventare prioritari – ha concluso Fanizza – alla ripresa dell’attività didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado. L’86% dei genitori ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare, mentre solo il 12% ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più».

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