Alimentazione, come evitare gli sprechi e favorire la sostenibilità

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I prodotti della dieta mediterranea

Sono i punti cardine della giornata mondiale dell’alimentazione: risparmio di acqua, qualità dei prodotti e tutela dei sistemi agroalimentari sostenibili

 

Acqua e sistemi sostenibili sono gli argomenti che quest’anno erano al centro della Giornata mondiale dellAlimentazione, che ricorre il 16 ottobre, che è passata in secondo piano a seguito della complicata situazione internazionale, dove due guerre stanno distruggendo popoli, culture, sistemi economici, storia e ambiente. In un mondo globale e interconnesso come il nostro, le guerre influiscono in maniera decisiva su molti aspetti sociali, economici, ambientali e alimentari.

La guerra e lo spreco

acqua Sahel UNHCR
Tra gli impegni presi dal G20, l’accesso all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie

In una situazione così complessa, dove il Mediterraneo e il centro dell’Europa stanno vivendo la fame, la violenza e la distruzione dello status quo per qualcosa di effimero e inconsistente, la fame, la mancanza di acqua e cibo sono elementi che devastano i popoli che hanno perso tutto, compresa la libertà.

Di fronte a ciò, la lotta allo spreco, alla produzione di cibo, alla fame e alla tutela dell’acqua rischiano di passare in secondo piano. Ma non è così.

Le guerre sconvolgono e condizionano pesantemente anche i sistemi alimentari a livello globale. Cambia la produzione e l’approvvigionamento di cibo ma cambia anche la gestione e la distribuzione, influendo pesantemente sui costi.

Ma c’è un filo rosso che tiene unito tutto quanto: è la gestione dell’acqua.

L’acqua non va sprecata, in nessun modo. Senza di essa non c’è la vita. Per essa ci sono state anche le guerre, il controllo dell’acqua è potere. L’acqua è dunque indispensabile, anche e soprattutto nelle zone di guerra. Senza acqua, è impossibile coltivare frutta, verdura, ortaggi e tutto il cibo che serve per vivere.

Come non sprecare l’acqua

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Secondo i calcoli dell’associazione Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano, per produrre 1 kg di mele sono necessari circa 800 litri di acqua, per 1 kg di pane bianco 1.600 litri e per 1 kg di formaggio oltre 5.000 litri. Un notevole consumo di acqua, dunque, che diventa spreco se questi prodotti vengono gettati nella spazzatura.

Se a questi rifiuti si aggiungono gli avanzi dei pasti, lo spreco di acqua e di altri elementi, raggiunge cifre spropositate, praticamente bibliche.

Ovviamente, più che in altri settori, in cucina il riciclo è d’obbligo e spesso anche molto gradito. Alcune pietanze avanzate il giorno prima o mischiate ad altre, spesso sono molto più apprezzate e persino ricercate, da buongustai e non, nei giorni a seguire. Il frigorifero e il congelatore sono di grande aiuto in questo caso. L’inventiva, e la necessità, in cucina sono la soluzione migliore per evitare ogni forma di spreco. Chi ha bisogno di un aiuto, comunque, può acquistare guide culinarie specifiche, cercare sul web siti ad hoc o scaricare app dedicate sul proprio smartphone o tablet. Insomma, oggi in cucina è praticamente impossibile sprecare cibo. Come extrema ratio c’è la produzione di compost. Basta richiedere il kit all’azienda di raccolta rifiuti della propria città.

L’acqua e l’agricoltura biologica

L'orto biologico del Tottenham a Hotspur Way
L’orto biologico del Tottenham a Hotspur Way

Evitare lo spreco di acqua è un punto centrale anche per l’agricoltura biologica. Secondo FederBio, tutelare la qualità dell’acqua è fondamentale per l’agricoltura e per la qualità del cibo che consumiamo. Dai dati raccolti nel rapporto Ispra 2022 “I pesticidi nelle acque”, in Italia è presente una forte concentrazione di pesticidi, sia nelle acque di superficie, i cui campioni hanno accertato una concentrazione del 55,1%, e sia in quelle sotterranee, dove la concentrazione scende al 23,3%. Sono state individuate 183 sostanze diverse, soprattutto erbicidi.

L’agricoltura biologica, in questo senso, può ulteriormente agevolarci, in quanto non utilizza sostanze chimiche di sintesi. Secondo il rapporto Lampkin e Padel, se entro il 2030 si raggiungesse la quota del 25% di terreni agricoli biologici nell’Ue, si determinerebbe un notevole miglioramento della qualità dell’acqua e della biodiversità grazie alla riduzione del 90-95% dell’uso di pesticidi e fertilizzanti azotati.

Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio

“Il biologico è un metodo basato sull’incremento della fertilità del suolo e della biodiversità, elementi fondamentali per la produzione di alimenti sostenibili – commenta Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Inoltre, un suolo con un maggior contenuto di sostanza organica è in grado di trattenere maggiori quantitativi d’acqua, che poi viene rilasciata gradualmente durante i periodi di siccità purtroppo sempre più frequenti, contribuendo così a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.”.

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