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Aldo Rossi: L’edifico per la Caripuglia e il Centro Residenziale a Bari Alto

Avvicinarsi all’opera di Aldo Rossi per vederla, toccarla con mano, guardarla dal vero, comprenderla, non è facile; ma se la volontà di capire supera l’indifferenza del primo sguardo, s’incontra un’opera architettonica, un’opportunità di pensiero fondato sulla cultura architettonica e artistica del Novecento italiano.

Aldo Rossi

L’opera di Aldo Rossi, a mio avviso, è profonda, conoscitiva ma semplificata nelle sue forme prime della composizione architettonica (cono, cilindro, parallelepipedo, cubo); guarda alla struttura delle forme prime dell’architettura. Le sue architetture ideate per Bari Alto, sia l’edificio per la Caripuglia all’interno del perimetro del Centro Commerciale Baricentro sia l’ingresso principale al Centro Residenziale del Golf Club ad esso prospiciente, sono un passaggio costruttivo nel suo continuo comporre con forme semplici dedotte da una curiosa e attenta conoscenza dell’architettura dalle origini ad oggi. Una conoscenza che, spaziando in tutte le tendenze architettoniche, sceglie nel momento compositivo di concentrarsi su alcune specifiche forme che tendono a comporre uno spazio architettonico ben definito, aulico, secco, che rimanda a segni archetipi dell’architettura nel tempo ma, nello stesso tempo, riordinate in un pensiero-segno contemporaneo il quale, staccandosi dal rumore assordante della contemporaneità, disegna architettura, edifici, piazze, vie allusive ad un sogno possibile, metafisico, per mezzo della fisicità dei luoghi.

L’opera nella sua totalità e nello specifico le opere per Bari Alto tendono a innestare, in un panorama architettonico piatto, nuovi indirizzi di ricerca nell’ambito dell’architettura contemporanea dichiarando appunti, intuizioni, percorsi da esplorare più che mai, per inventare un nuovo futuro architettonico in Puglia, luogo al centro del Mediterraneo, attento ai segni del tempo costruito e fissato nelle pietre e nei tufi.

Bari Alto, l'ingresso del centro residenziale

Da questa fugace esperienza costruttiva in Puglia si evince, inoltre, una spinta dirompente verso il futuro fondato essenzialmente sulla conoscenza del passato; passato innanzitutto visto, compreso, conosciuto nelle sue intenzionalità prime in modo da poter attingere alla tavolozza cromatica dei materiali e al trespolo delle forme per comporre nuova architettura contemporanea scevra da percorsi conoscitivi fondati solo sulla tecnologia, che riordini il percorso primo della ricerca architettonica, ambito in cui è necessario, oggi più che mai, re-immaginarsi nella struttura primaria del pensiero filosofico e formale il quale attende di essere letto, esplorato, conosciuto e vissuto dalle nuove generazioni, in modo da poter uscire dalla buia galleria dell’eccessiva ingegneria, che distoglie e genera assuefazione al tecnico, al freddo, al tecnologico onnipresente.

L’opera di Aldo Rossi sia pur minima nella sua presenza in Puglia impone una riflessione puntuale su un nuovo percorso filosofico e costruttivo sull’architettura, sulla città e sullo sviluppo urbano nella sua complessità guardando a prospettive più ampie delle contingenze, oltre l’orizzonte già segnato dell’architettura contemporanea.

Bibliografia essenziale:

Manfredo Tafuri, Storia dell’Architettura Italiana, 1944-1985, Giulio Einaudi Editore, Torino,1986.

PHOTOGALLERY

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