Albo nazionale gestori ambientali: a che punto siamo?

Istituito nel 2006, l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali raccoglie oltre 161mila imprese

Istituito con Decreto Legislativo 152 nel 2006, l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali succede all’Albo nazionale gestori rifiuti, disciplinato dal “Decreto Ronchi” nel 1997, per l’iscrizione di “stabilimenti o imprese che provvedono alla raccolta o al trasporto di rifiuti a titolo professionale, o che provvedono allo smaltimento o al recupero di rifiuti per conto di terzi (commercianti o intermediari)”.

Un lungo iter – Una nuova fisionomia s’è dunque profilata per l’Albo dal 2006, con: l’iscrizione all’Albo dei trasportatori dei rifiuti già esentati dal D.Lgs 22/97; l’iscrizione delle imprese che svolgono le operazioni di recupero dei rifiuti in procedura semplificata; l’istituzione dei registri delle autorizzazioni regionali e dei firmatari degli accordi di programma e un intervento sulle procedure d’iscrizione. Ulteriori modifiche sono state apportate dalla promulgazione del D.lgs 16 gennaio 2008 che, tra le altre cose, ha restituito in capo alle Province la registrazione degli impianti che effettuano operazioni di recupero in regime di comunicazione di inizio attività.

Lo stand dell’Albo dei gestori ambientali durante l’ultima edizione di Ecomondo (6-9 novembre 2013)

Le novità – Più recentemente, con l’entrata in vigore del D.Lgs 205/10 è stato inoltre avviato un percorso che, a detta del presidente dell’Albo Eugenio Onori, ha già determinato un interessante momento di sintesi tra l’esigenza di semplificazione amministrativa e la necessità di garantire un elevato livello di tutela dell’ambiente mediante la qualificazione delle imprese iscritte. Tra le principali novità sottolineate, la possibilità, con l’iscrizione per la raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi – non più soggetta alla prestazione di fideiussioni – di trasportare anche rifiuti non pericolosi, nei limiti delle quantità annue che la classe di iscrizione autorizza.

Secondo il presidente dell’Albo nazionale gestori ambientali Eugenio Onori (nella foto), la qualificazione delle imprese iscritte garantisce una sintesi tra l’esigenza di semplificazione amministrativa e la necessità un elevato livello di tutela dell’ambiente

Il Nord è più sensibile – Costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l’Albo è articolato in un Comitato Nazionale (con sede al Ministero) e in Sezioni regionali e provinciali (con sede presso le Camere di commercio). Secondo gli ultimi dati diffusi a fine 2013, l’Albo conta oltre 161mila imprese iscritte, di cui 23.602 imprese, 125.483 imprese iscritte per il trasporto dei propri rifiuti, 10.311 distributori/installatori RAEE e 1.987 per i trasporti transfrontalieri. La maggior parte delle ditte è del Nord (93.039) – un triplo rispetto al Centro (32.156) come rispetto al Sud (36.208) – dove già da sola la Lombardia, la Regione con il maggior numero di iscritti, ne conta 33.875.

Come funzione l’Albo – Per ciascuna impresa, l’Albo tiene memoria di dati anagrafici, categoria e classi di iscrizione, singole tipologie dei rifiuti gestiti e relativi codici dell’Elenco Europeo dei Rifiuti, nonché delle targhe dei veicoli. Inoltre ciascun iscritto dispone online di una propria area riservata tramite la quale può verificare lo stato della propria pratica, incaricare soggetti terzi all’invio delle proprie pratiche telematiche, visualizzare la lista dei propri mezzi con i relativi permessi e la lista dei propri centri di raggruppamento (per iscrizioni nella categoria RAEE), verificare la situazione dei diritti annuali di iscrizione e le proprie pratiche SISTRI con evidenza dei mezzi sui quali sono installati i dispositivi.

 

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