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Alberi a Bari, bastano diecimila per una città sostenibile?

Bari Parco 2 Giugno

Il destino degli alberi a Bari e più in generale del verde cittadino, si gioca in questi mesi. L’opinione di Gianni Picella, delegato regionale FAI all’agricoltura e verde

Tra i 40 bandi di gara in pubblicazione sul portale istituzionale del Comune di Bari relativi alle opere pubbliche da cantierizzare nei prossimi mesi, alcuni riguardano il verde cittadino. Tra questi, la gara per affidare la manutenzione degli spazi verdi esistenti (parco Giovanni Paolo II al San Paolo). È stato inoltre pubblicato l’accordo quadro per la creazione di nuove aree verdi con l’acquisto di circa 10.000 alberi, per un importo di 900mila euro. L’opera di piantumazione, che interesserà soprattutto le periferie, dovrebbe partire a marzo 2018 e concludersi entro un anno.

Questo intervento andrebbe così ad innestarsi sull’approvazione da parte del Consiglio comunale – si spera in tempi brevi – del Regolamento comunale del verde urbano, fortemente voluto dalla Consulta all’Ambiente e ormai in dirittura d’arrivo.

Sull’argomento  della cronica carenza di alberi a Bari interviene Gianni Picella, delegato regionale FAI all’agricoltura e verde. 

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Bari città frammentata

verde pubblico a Bari

Piazza Umberto I a Bari è uno dei giardini storici cittadini da tutelare con particolare attenzione

«Diecimila alberi a Bari, quando Bari, città metropolitana – esempio per le altre città della regione – ha bisogno di centinaia di migliaia di alberi per superare l’impasse verde che la tiene legata agli ultimi posti nelle varie classifiche stilate a riguardo. E se si parla di alberi si dovrà parlare di boschi e di foreste urbane, come accade in città più virtuose.

«Parchi e giardini così come l’intende il bando pubblicato in questi giorni (v.sopra, n.d.r.) sono legati ad un’idea ottocentesca del verde come ornamento, quando si progettavano in unicum allo sviluppo urbanistico della città, in sintonia con lo sviluppo culturale ed in armonia con esso.

Ora la città è frammentata: tutto cemento, strade asettiche, spazi residuali abbandonati e degradati. Siamo stati  educati e abituati da una gestione povera  del verde pubblico all’in assenza di coscienza del verde; l’attuale gestione cittadina, che intende il “verde” una spesa superflua, offre un’occasione di riqualificazione della città molto al di sotto delle aspettative».

Ci vogliono più alberi a Bari

«In un recentissimo incontro presso la Confindustria con l’Ambasciatrice della Costarica (paese virtuoso che ha raggiunto il 50% di forestazione ed una posizione  ad impatto zero perla Co2) si profilava  un impegno della Regione Puglia da parte del Governatore Emiliano per una “spinta verde”.

«Si vuole rendere verde Bari? Perché non piantumare alberi in ogni spazio residuale? Ogni spazio, anche minimo potrà accogliere un angolo di natura e crescere insieme la cittadinanza. La sensibilità accresciuta  della necessità socioambientale del verde lo richiede. A fianco delle costruzioni e fra queste ci vogliono più alberi; spazi pubblici e privati accolgano le amiche piante e queste scelte  fra le essenze autoctone, sì da non richiede impegno manutentivo e gestionale specie per le annaffiature estive.

«Miracolosamente si vedrebbe rinascere una città morta, che diventa viva per piante, animali e uomini in ogni dove. Una città che riconosce al verde la sua valenza anti-inquinante per polveri sottili, rumore, microambiente,  luminosità. Una città che respira a pieni polmoni,grazie al potere ossigenante delle piante. Le specie vegetali mediterranee sapranno modificare  questo ambiente difficile sino ad un “terzo paesaggio” diffuso. Ben le aveva indicate nella sua proposta di regolamento al verde la Consulta all’Ambiente.

alberi a bari

«Abbiamo bisogno di un verde urbano che fa respirare una città resa asfittica e invivibile»

«Non sono utili giardinetti né giardini  così come nell’ottocento. Quelli sono stati creati  all’inizio del secolo scorso e vanno conservati e tutelati come tali, così come prescritto dalla Carta di Firenze per i giardini storici. Immaginate una pista ciclabile nei giardini di Boboli? Quello che avrebbe suscitato una levata di scudi, qui viene fatto con ignoranza e protervia. Piste ciclabili, spazi ludici e sportivi, orti urbani  potranno essere individuati nel nuovo verde, non più giardino, ma spazio vivibile dall’uomo senza limiti, così come la natura che ci circonda.

Alberi a Bari e non solo: le proposte

«Allora: niente più spazi rivolti a giardinieri, che pur servono come professionisti per la cura del verde esistente, ma un verde urbano che fa respirare una città resa asfittica e invivibile. Non più essenze esotiche, quando è d’uopo insegnare a riconoscere il nostro ambiente  per ritrovare l’armonia  sfrattata. Ben vengano i tetti verdi con verde mediterraneo per nulla esigente: anch’essi  arricchiscono l’ambiente di ossigeno con la fotosintesi clorofilliana.

Il bel libro Verde brillante di Stefano Mancuso e Alessandra Viola, ci dà una mano lasciando perdere paesaggisti dell’ultima ora, poco attenti all’ambiente, molto alle loro inutili ambizioni».

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